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LE NOTTI BIANCHE

By Silvia De Felice on 13 Agosto 2021
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LE NOTTI BIANCHE

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LE NOTTI BIANCHE

di F. Dostoevskij

Ed. Theoria

 

 

In punta di piedi, questa settimana, vorrei parlarvi della mia “quasi prima” esperienza con questo grande e immortale esponente della letteratura russa che è Dostoevskij. Dico “quasi prima” perché varie volte mi sono avvicinata al suo capolavoro, Delitto e Castigo, ma senza andare oltre le prime 50 pagine. Colpevole forse un’edizione scarsa o anche solo il momento sbagliato, non sono ancora riuscita a godere di quest’opera. Ma non potevo certo non leggere Dostoevskij, e ho iniziato quindi speranzosa Le notti bianche: racconto lungo o romanzo breve?

Era una bella notte, meravigliosa,

una di quelle notti, caro lettore, che possono esistere solo nella giovinezza.

 

Un incipit così bello, ha fatto sì che leggessi, quasi tutte d’un fiato, le ottanta pagine dove il sognatore e la sua Nasten’ka, per quattro notti, si raccontano l’uno all’altra.

Il protagonista si rivolge a noi direttamente, in prima persona, con un lirismo delicato e coinvolgente, in una San Pietroburgo velata per lo più notturna.

Una breve storia d’amore tra due giovani descritta quasi come fosse una danza, che ci avvicina più facilmente ad un Dostoevskij noto per la lunghezza dei suoi capolavori.

Le Notti bianche sono pagine di solitudine, perché il sognatore è un uomo solo, così solo che alle prime parole che rivolge alla ragazza impaurita, già si ritrova innamorato.

Facile prendere le parti di un uomo che sa raccontare così bene di sé stesso, e che con un altruismo smodato, si sacrifica per la donna amata. Ritengo il nostro protagonista senza nome, un uomo dei giorni nostri, incapace, come tanti, di schiudersi a coloro che gli stanno intorno.

In queste quattro notti, si parla di sentimenti profondi e della ricerca di felicità, anche se fatta solo di pochi istanti.

Netta la differenza tra come il sognatore e Nasten’ka si descrivono: irreale il primo con i suoi sogni a occhi aperti, terrena la seconda con la sua schiettezza e la sua richiesta d’aiuto.

 

Il sognatore, per essere precisi, non è un uomo, è un essere neutro.

Vive in una perpetua ombra…

 

SINOSSI

 

Un uomo, di notte, cammina solo in una San Pietroburgo vuota e silenziosa, vede una giovane donna in difficoltà e le offre il suo aiuto. I due si incontrano di nuovo la notte successiva, quella dopo e quella dopo ancora. Si raccontano, si conoscono: lui si innamora, lei gli chiede aiuto e appoggio. Il sognatore si apre a lei come mai a nessun altro, Nasten’ka lo ascolta e riconosce in quell’uomo solitario un animo nobile e altruista. Ma l’amore non può tramutarsi in amicizia, né l’amicizia in amore.

La frase finale: una domanda che per molti di noi non avrà risposta…

 

Dio mio!

Un solo istante di felicità.

È forse poco per tutta la vita di un uomo?

 

 

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