Thursday, March 21, 2019
Il tweet di Fabrizia Di Lorenzo

Il tweet di Fabrizia Di Lorenzo

La sua voglia d’Europa e d’integrazione trucidata a Berlino

E’ morta il giorno prima di tornare a casa per trascorrere le vacanze natalizie con la famiglia e con gli amici. Era in quel mercatino per fare dei regali da portare a Sulmona. Fabrizia Di Lorenzo dal paese arroccato nel fondovalle tra la Majella e il Morrone era andata via più di dieci anni fa, ma ci tornava due volte l’anno. Tutti la definiscono ora “una figlia dell’Erasmus” ed in verità quella sua esperienza formativa alla “Freie Universitat Berlin” l’aveva così rapita che appena finiti i suoi studi era lì che si era accasata. (http://www.fu-berlin.de/index.html )

La città più europea d’Europa” come Fabrizia stessa amava definirla, l’aveva accolta a braccia aperte e le aveva dato un lavoro presso una società di trasporti. Non proprio quello per cui aveva studiato Fabrizia, ma intanto la dignità dello stipendio tutti i mesi, poi il resto sarebbe venuto.

Gli studi di Fabrizia erano stati un percorso netto perfetto: prima il Liceo linguistico Vico di Sulmona ed ecco subito dopo la laurea all’Università La Sapienza di Roma in Mediazione linguistico-culturale, poi spicca il volo e consegue la magistrale all’Alma Mater di Bologna in Relazioni internazionali e diplomatiche e un master alla Cattolica di Milano in tedesco per la comunicazione economica.

Tutto il suo percorso di studi umanistico e passionale riguarda quel tema: l’integrazione e la mediazione tra i popoli. Quel delinquente che si è arrogato il diritto di spegnerle la vita colpendola addirittura nella dignità del corpo (riconoscibile solo con il test del DNA) ha ucciso con quel camion proprio quel lumicino di speranza di un mondo a misura di solidarietà e accoglienza. Ha ucciso una donna che aveva gli strumenti umani e culturali per “accogliere”. Ha travolto la speranza di Fabrizia e di tutti noi.

A rileggere le frasi di Fabrizia su Twitter tutto appare disarmante: aveva da poco seguito un convegno importantissimo proprio sull’accoglienza europea, studiava e commentava gli sforzi della Germania verso i profughi, ne difendeva con l’occhio vigile di chi sapeva… di chi “aveva studiato” quel fenomeno. Difendeva, Fabrizia, i diritti anche di quell’infame che è salito su un mostro meccanico, ha accoltellato un padre di famiglia che si spaccava la schiena dall’Italia alla Polonia per portare il pane ed è salito su un marciapiede travolgendo proprio lei, Fabrizia.

A noi rimane il dolore per aver perduto una donna speciale, insieme a quella domanda che Fabrizia aveva twittato (e che riportiamo qui in copia) qualche mese fa, una domanda che rimane senza risposta così come l’aveva scritta lei: “L’Islam è compatibile con la democrazia?”.

Addio Fabrizia, lasciaci qui almeno la tua speranza.

Mauro Valentini

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