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OLIVA DENARO di Viola Ardone

By Silvia De Felice on 22 Ottobre 2021
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OLIVA DENARO di Viola Ardone

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OLIVA DENARO

Di Viola Ardone

Ed. Einaudi

 

 

 

“La femmina è una brocca: chi la rompe se la piglia, così dice mia madre”.

 

Viola Ardone è una scrittrice contemporanea dalla penna che scava, e non ha remore mentre scrive e denuncia; nel suo ultimo romanzo “Oliva Denaro” ci fa calare in un tunnel buio e aspro che sembra non avere fine.

Di miseria si parla, ma soprattutto di donne, anzi di femmine, al plurale perché al singolare non si può neanche dire.

 

“La donna singolare non esiste. Se è in casa, sta con i figli, se esce va in chiesa o al mercato o ai funerali, e anche lì si trova insieme alle altre. E se non ci sono femmine che la guardano, ci deve stare un maschio che la accompagna.”

 

Il sostantivo femmina la dice lunga, non donna, ma femmina, come una pecora, o una vacca. Fino ai primi anni ‘60 questa era la condizione delle donne, al pari di un animale, o di un oggetto; asservite ad una società patriarcale, bigotta, nella quale anche il solo alzare lo sguardo, era peccato.

Oliva ci viene subito tracciata con due personalità opposte: la prima è quella di una persona che si rende conto di avere un proprio pensiero, e di volerlo esternare a dispetto di tutto e tutti. La seconda è invece quella di una figlia che tenta di non far addolorare sua madre, di somigliarle, di fare e dire solo ciò che si deve. E il dire, secondo la mentalità del periodo, per una donna, anzi femmina, è veramente ridotto al niente.

Ci sembra, oggi, così naturale leggere di autrici e poetesse, politiche e dottoresse. Ma l’essere donna e non femmina è il risultato di lunghe battaglie e di atroci sofferenze tutt’ora non del tutto sopite.

Leggendomi noterete che ripeto e ripeto ancora quel sostantivo animalesco, non è un refuso e neanche un errore o una svista.

Voglio sottolineare, scrivendolo più volte, la sua accezione dispregiativa che fa male; considerate che parliamo di situazioni vissute fino a poche decine di anni fa, e non di medioevo o prima ancora.

Il tratto che usa la nostra Ardone, ha un forte sentore di sofferenza, i colori sono scuri, la paura è dietro ogni angolo.

 

E così sono le paure: sono porte che esistono solo fino a quando non abbiamo il coraggio di attraversarle.

 

I caratteri della Ardone cambiano quando descrive il padre di Oliva, o è lui che parla: un omuncolo a detta di molti nel paese, a volte anche sua moglie lo definisce così.

È invece un padre sui generis: lui la figlia la capisce più di tutti gli altri, e la sorregge, e l’aiuta a rialzarsi con una forza e con una determinazione che non sembra essergli propria.

Oliva Denaro non è un romanzo che ci lascia con delle domande, negli ultimi capitoli risponde a tutto ciò che il lettore vorrebbe. Sul finale poi, abbiamo due voci differenti, al contrario di ciò che accade prima, e che ci viene narrato esclusivamente in prima persona dalla protagonista.

Prima di chiudere il libro, o anche prima di iniziarlo, provate a fare l’anagramma del titolo.

 

SINOSSI

Oliva Denaro è una ragazzina che vive in un paese della Sicilia. Cosimino, suo fratello, può correre, fare tardi, può esercitare una libertà che a lei è negata. Perché Oliva Denaro è nata donna e come dice sempre la madre…

 

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