Sunday, May 22, 2022

Piante grasse: belle e possibili

By Marta Fortunati on 27 Maggio 2021
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Piante grasse: belle e possibili

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C’è chi le snobba, ma soprattutto c’è chi le ama per la loro bellezza, le loro forme particolari e i fiori, malgrado le spine. Per me sono piante affascinanti, ricche, forti, e molto belle che rimandano a immagini del mare e dei deserti.

Sono le piante grasse, o succulente, che  abbelliscono le nostre case e i nostri giardini dando un tocco in più alle nostre decorazioni floreali. Le possiamo gestire senza troppe cure, pur non avendo il pollice verde.

Sono originarie di terreni aridi dove, in pieno sole, si sono sviluppate in milioni di anni. La luce è importantissima per il benessere di queste piante. Possono essere coltivate all’interno dell’appartamento o all’esterno, ma hanno bisogno di un posto al sole: infatti dal punto di vista botanico hanno tessuti che immagazzinano acqua, rilasciandola al momento di necessità, e sopravvivono a periodi di siccità o di pioggia, e ad elevate escursioni termiche.

Quali sono?

Si dividono in: Cactacee, Aloaceae, Agavaceae e in Crassulaceae. Hanno grandissime capacità di adattamento, non richiedono potature o annaffiature costanti, ma essendo organismi viventi necessitano  comunque di attenzione,  e di stare in un ambiente adeguato.

Tra le piante grasse con fiori troviamo: l’Echeveria, che produce piccoli fiori, dal giallo all’arancione e può stare anche in casa; la Mammilaria, con la sua corona colorata direttamente sul fusto, e l’Aeonium con i suoi piccoli fiori a stella, l’Astrophytum e Gymnocalcium, che ha le spine, ma con una fioritura sui toni rosa, bianco o giallo. Quelle che crescono in casa amano la luce e crescono meglio con poca umidità.

Fra gli esemplari c’è il “cuscino della suocera” (Echinocactus grusonii) e il Graptopetalum. Quelle da esterno sono i Semperiverum, che portano delle rosette carnose, con colori che vanno dal verde intenso al viola acceso, che li rendono simili a piccoli fiori selvatici. Alcuni esemplari sono rari come la Lapidaria margaretae, che produce piccoli fiori simili a margherite, i Lithops, noti come “pietre vive” o “sassi viventi” che tendono a  confondersi con i sassi, la Greenovia Aurea che forma, invece, rosette di colore verde chiaro che possono raggiungere dimensioni diverse, e durante l’estate produce infiorescenze giallo brillante.

Come si curano le ‘succulente’?

A casa vanno posizionate in un angolo con luce, senza acqua in eccesso, altrimenti si rischia di farle marcire. Si moltiplicano per talea. I nativi dell’America centro meridionale veneravano questa pianta, considerata magica e curativa, e nella storia è stata usata per ricavarne medicamenti, combustibile, ed  anche per farne recinzioni con le spine.

Attualmente è di gran voga l’uso dell’aloe per la salute e la cosmesi, le fibre dell’agave che vengono utilizzate per realizzare la tequila e creare i famosi cappelli panama, che quindi non sono fatti di paglia.

L’innaffiatura dipende dal clima in cui vengono coltivate: d’inverno sono sufficienti le piogge, mentre d’estate basterà farlo una volta a settimana, oltre a tenerle umide quando le temperature superano i 30 gradi. Importante anche il terriccio, che deve essere ad alto assorbimento, leggero e permeabile, no alle acque stagnanti: la pianta sa prelevare da sola l’acqua che le serve.

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