Sunday, January 19, 2020

Auguri per un anno davvero “nuovo”

Avatar By Santo Fabiano on 30 Dicembre 2019
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Con cadenza annuale (non potrebbe essere diversamente) si ripete il rito della chiusura di un anno solare e dell’inizio del nuovo, a cui si aggiungono i gesti scaramantici della rimozione dell’anno vecchio, di cui si conosce ogni angolo recondito e del brindisi per l’anno nuovo, da cui ci si attende ogni miracolo possibile, già a decorrere dalla mezzanotte.

C’è chi si approvvigiona di lenticchie perché portino denaro, chi indossa indumenti intimi di colore rosso, per chissà quale auspicio strettamente personale, chi presta attenzione ai primi gesti del nuovo anno (perché se accade a capodanno accade per tutto l’anno), chi divora gli oroscopi con dovizia di particolari sugli ascendenti.

E tutto con estrema convinzione e con impegno assoluto, come se fosse vero. Si ripete la stessa liturgia ogni anno, con lo stesso risultato, ma, a dispetto di qualsiasi esercizio di memoria, ogni volta di ha la convinzione che gli astri, finalmente, ci aiuteranno, almeno per riconoscimento che si deve all’insistenza e all’impegno di ripetere lo stesso rituale per tutti gli anni che abbiamo vissuto.

Per tradizione, per gioco o per scaramanzia, non si può nascondere che il desiderio che si profili un cambiamento è presente in ciascuno di noi. Ma non possiamo certamente affermare che sia nella stessa direzione. Chi conduce una vita agiata avrà desideri che riguardano la salute o gli affetti e intende il cambiamento come la rimozione di qualche fastidio; chi fatica a sbarcare il lunario, spera di trovare le condizioni per una vita agiata e per avvertire il cambiamento ha bisogno di sentirsi proiettato in una vita nuova; chi vive di prepotenze e prevaricazioni, spera di farla franca, allargare le sue prospettive e confida nel cambiamento come maggiore tolleranza e generosità verso chi delinque; chi ha subito prepotenze e prevaricazioni, spera, invece che quelli che hanno truffato e prevaricato paghino il mal tolto e avvertirebbe il cambiamento dai segnali di un mondo più giusto.

Insomma, non vogliamo tutti la stessa cosa. Anzi, ci sono buone possibilità che buona parte di noi abbia aspettative contrapposte.

Però si ha la sensazione che, al netto delle persone che vivono di eccessi e deviazioni, nel profondo, tutti avvertiamo lo stesso bisogno: quello di stare bene al proprio interno, ma soprattutto nelle relazioni che fanno di noi degli esseri “sociali”.

Ed è singolare come ciò non si possa conseguire con la ricchezza, né con la prepotenza. E, a dispetto di chi ritiene che i cambiamenti siano qualcosa da prescrivere solo agli altri, si tratta, invece di qualcosa che riguarda ciascuno di noi, partendo, proprio dal nostro interno.

Facciamo bene a sperare nel cambiamento e facciamo bene anche a fingere di credere che un anno con un numero diverso possa aiutare, ma il vero cambiamento è quello che ci vede protagonisti di ciò che di buono accade a noi e agli altri.

Un tempo era diffusa l’usanza (fortunatamente non più praticata) di gettare dalla finestra, come gesto liberatorio, ciò che era vecchio e per questo appesantiva lo spazio vitale delle abitazioni. E il primo dell’anno, soprattutto in certe realtà, nelle strade cittadine si trovava di tutto, dai vecchi divani, alle lavatrici, ai televisori, ecc.

Sarebbe il caso di utilizzare la stessa pratica, ma all’interno di ciascuno di noi. Proprio noi che abbiamo accesso alle stanze più recondite del nostro essere, per tirare fuori ciò che ci appesantisce e rende difficili le buone relazioni o la realizzazione di buoni progetti. Tirare fuori ciò che c’è di vecchio e inutile e lasciarlo in eredità all’anno che va via, per sentirsi più leggeri e con gli occhi liberi di vedere ciò che c’è di buono e bello, senza calcoli, pregiudizi, invidie, ecc.

Il mio augurio di buon anno è questo, diverso, ma più profondo.

Auguro a ciascuno di liberarsi da ciò che gli impedisce di essere sereno e di gettare dalla finestra ogni pesantezza, risentimento o paura.

Che il nuovo anno ci veda sorridenti e che arrivi con occhi nuovi, liberi di guardare dove il pregiudizio non ci consentiva di guardare o dove la pigrizia di rifiutava di andare. Ma soprattutto rivolti alla ricerca di buone relazioni e buoni propositi da conseguire insieme. Perché un traguardo raggiunto insieme vale molto più di mille traguardi solitari.

Auguri davvero a tutti di stare bene, anche perché, il bene, quando è autentico è contagioso.

Santo Fabiano

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Santo Fabiano

formatore sui temi della "ecologia relazionale" negli ambiti di lavoro e analista di organizzazione, dopo una lunga esperienza come dirigente nelle pubbliche amministrazione, manager pubblico e city manager, si occupa adesso, in prevalenza di valutazione delle prestazioni e del monitoraggio dell'attività amministrativa e della prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni. Collabora con riviste specialistiche sui temi del management pubblico e coordina il portale www.governolocale.net e il proprio www.santofabiano.it. Soltanto a pochi confida di gestire un proprio blog e collaborare con il portale di informazione www.terzobinario.it

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