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Il Piccolo Principe – il film

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Il 1 Gennaio 2016 uscirà al cinema in tutte la sale italiane il “Piccolo principe”, cartone d’animazione diretto da Mark Osborne e tratto dall’omonimo e famosissimo libro. Tutto ebbe inizio otto anni fa, quando i produttori francesi hanno avuto il via libera dalla Fondazione del patrimonio Saint-Exupéry per poter procedere alla realizzazione di questo ambizioso progetto. Il libro è riuscito a conquistare il cuore di tutti proiettandoci in un universo del tutto nuovo e abitato da strani personaggi, ognuno con un significato ben preciso. Ciascuno di noi, a modo suo, ha instaurato un legame forte e personale con il protagonista, un bambino dai capelli color dell’oro che vive su un piccolo asteroide insieme alla sua rosa.

Il film d’animazione non racconta, però, semplicemente la storia che noi tutti conosciamo, ma mostra il racconto dal punto di vista di una bambina che vive la propria vita in modo rigido, programmato e freddo… Proprio come un’adulta. Una bambina troppo matura per la sua età, abituata dalla madre a vivere programmando il proprio futuro, senza pensare mai al presente o avere tempo per giocare con gli amici. L’incontro con il nuovo vicino di casa, un “bizzarro” (per citare qualche parola del film) aviatore, le farà scoprire l’importanza di essere piccoli. Attraverso la storia del Piccolo Principe la protagonista riscoprirà il proprio “bambino interiore”, quello che la maggior parte degli adulti dimenticano crescendo.

Le scene tratte dal libro vengono realizzate in stop motion, un bellissimo omaggio che tanto ricorda i disegni originali di Exupéry. Insieme alla bambina riviviamo i momenti più belli della storia: dalla rosa sotto una campana di vetro, all’incontro con l’uomo d’affari, al segreto della volpe. E’ difficile essere all’altezza di un capolavoro del genere, così ricco di sensibilità. Nonostante l’estensione della trama, il film riesce bene nel suo intento e evidenzia i due grandi insegnamenti che la storia vuole trasmettere: il primo è che l’essenziale è invisibile agli occhi e il secondo è che non bisogna mai dimenticare il bambino che c’è in noi (che attenzione, non significa non diventare adulti!). Grazie alla creazione di una società indipendente è stato possibile sviluppare un progetto senza vincoli. In questo modo riscopriamo di stupirci di nuovo per un aquilone che vola nel cielo o nel guardare le stelle la notte , immaginando che in una di esse ci sia un piccolo bambino che si prende cura della propria rosa vanitosa.

tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano

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