Thursday, June 4, 2020

“Tu non puoi passare”

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barriere architettonicheQuante persone al giorno d’oggi sono libere di uscire dalla propria abitazione per raggiungere il centro città, in piena sicurezza, senza l’utilizzo di un’automobile?

Certamente tante, ma non tutte. Molti addirittura si chiederanno che senso abbia questa domanda, semplicemente perché inconsapevoli di quei limiti che i loro occhi non riescono a percepire.

Questi limiti sono chiamati barriere architettoniche.

Generalmente siamo abituati ad associare la barriera architettonica ad uno o più gradini che non consentono alle carrozzelle di salire o scendere da piani posti a quote differenti; in realtà questo non è che uno tra i molteplici impedimenti in grado di sbarrare la via all’utenza debole che mette, inoltre, in risalto la scarsa informazione della cittadinanza su questa tematica.

Cos’è quindi una barriera architettonica? Generalmente con questo termine si indicano tutti gli ostacoli che non permettono una completa e sicura mobilità alle persone in condizioni limitate di movimento; di conseguenza esse costituiscono un problema anche per coloro che per vari motivi, non sono in grado di muoversi liberamente (ad esempio bambini, anziani, cardiopatici, gestanti).
Sorvolando l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”) e senza soffermarsi sulle diverse norme che dagli anni ’60 agli anni ’90 si sono succedute con il fine di regolamentare la materia, uno sguardo alla più recente legge D.P.R. 503/96 è sufficiente a riassumere brevemente il tutto.

Essa integra alla legge 236/89 il concetto di barriera negli spazi pubblici e all’articolo 1 descrive in maniera precisa il significato di barriera architettonica:
Art.1 Definizione ed oggetto​
1. Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare gli impedimenti comunemente definiti “barriere architettoniche”.
2. Per barriere architettoniche si intendono:

  • gli ostacoli fisici che sono fonte di disagi o per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
  • gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
  • la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque ed in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Focalizzando l’attenzione solamente su questa prima parte dell’ articolo 1, possono esser presi in considerazione due casi di disabilità: quella motoria e quella della vista. Nel primo caso, un suolo pubblico che non mostra una continuità altimetrica regolare (quali gradini, rampe o superfici con pendenze eccessive, buche, interruzioni, dissesti) è considerato una barriera fisica, in quanto non permette ad una carrozzella il passaggio.

Nel secondo caso, la mancanza di idonei ausili informativi (ad esempio una pavimentazione provvista di codice LOGES), ausili acustici (in prossimità dei semafori) o la presenza di ostacoli (segnaletica stradale, pali dell’illuminazione, alberi) è considerata una barriera percettiva, la quale rende difficile e pericolosa la mobilità dei non vedenti.

Un intero regolamento circa i parametri standard da adottare nell’edilizia e nei lavori pubblici è quindi disponibile oramai da diversi anni e di conseguenza una domanda nasce spontanea: per quale motivo, dopo diciotto anni da queste (ulteriori e precise) indicazioni legislative, gran parte delle città mostrano ancora evidenti lacune nell’abbattimento delle barriere architettoniche?

Probabilmente le amministrazioni locali, considerando ciò un problema di “serie C” o forse un optional più che una necessità, hanno avuto un ruolo determinante nella pessima gestione della mobilità garantita; spesso impreparati nel reperire i numerosi fondi messi a disposizione (fondi regionali o europei), o addirittura incapaci di controllare che i lavori di ammodernamento o manutenzione rispettino le normative vigenti, i comuni italiani non si distinguono certamente per il rispetto di questi diritti e di queste leggi.
Pomezia non è esente da queste problematiche, le quali si sono moltiplicate nel tempo con l’espandersi della città e nessuno in questi anni è stato in grado di rimediare agli errori di progettazione commessi: ad esempio percorrendo il perimetro di un paio di isolati del quartiere Nuova Lavinium (tra i più recenti della città) per una lunghezza totale di circa 1500 metri, ci si imbatte in più di una cinquantina di macroscopiche barriere architettoniche, alcune delle quali ostacolano addirittura il passaggio di soggetti senza alcuna difficoltà motoria.

Marciapiedi stretti e cosparsi di ostacoli, assenza di rampe lungo gli attraversamenti pedonali, rampe con pendenza irregolare, dissesti nella pavimentazione e dislivelli di vario genere sono solo alcune delle barriere che non permetterebbero a gran parte dell’utenza debole di uscire di casa e muoversi nel proprio quartiere in sicurezza. Di conseguenza, raggiungere il centro storico autonomamente è quasi un’utopia.

A queste barriere fisiche e percettive descritte, si aggiunge infine l’inciviltà di molti altri cittadini che occupando irregolarmente i parcheggi riservati ai disabili e sostando davanti alle rampe degli attraversamenti, rendono ulteriormente complicata la situazione, mettendo in pericolo l’incolumità di coloro che sono costretti ad aggirare l’ostacolo.
Per quanto ancora nel nostro Paese saremo costretti ad assistere a situazioni del genere? Com’è possibile che nel 2014 delle città moderne non sono in grado di garantire un diritto fondamentale a tutta la sua cittadinanza?
Senza il rispetto delle leggi da parte delle amministrazioni (le quali dovrebbero garantire una regolarità dei lavori pubblici) per nuove opere e per l’abbattimento, dove possibile, delle barriere architettoniche, e senza un’adeguata sensibilizzazione ed educazione civica, tali problemi sono destinati ad aumentare, demolendo di fatto il diritto di uguaglianza tra tutti i cittadini.

1 Comment
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    Condividiamo ed apprezziamo quando esposto da Emiliano che va a supporto di precedenti istanze da noi presentate. Siamo speranzosi negli interventi del Plus per la risoluzione anche di queste problematiche. Un affettuoso saluto Francesco Di Ruocco
    alla c. a. Assessore LL.PP. Edgardo Cenacchi
    Dirigente LL.PP. Renato Curci
    e p. c. Sindaco Enrico De Fusco
    Cittadini ed Organi di Stampa
    Città di Pomezia
    Pomezia 3 Febbraio 2012

    Oggetto: Richiesta interventi per migliorare la mobilità e la sicurezza su Via Pietro Nenni.

    Con la presente l’Associazione Comitato di quartiere Nuova Lavinium unitamente ai residenti del suddetto quartiere ringraziano le SV e l’Amministrazione Comunale per l’impegno profuso.
    Spettabili Assessore Cenacchi e Dirigente Curci, in un periodo di insoddisfazione che vive la nostra città, è opportuno apprezzare quanto di utile il Vostro assessorato ha realizzato e per quanto di buono si prospetta nel prossimo futuro se la proposta presentata alla Regione Lazio riceve il giusto accoglimento, mi riferisco al Piano Locale e Urbano di Sviluppo “PLUS” che porterebbe dare un positivo ritorno al quartiere della Nuova Lavinium.
    In più occasioni abbiamo sollecitato un vostro interesse, in considerazione del ruolo che rivestite, nel far sì che la politica oltre a “ridisegnare l’assetto urbanistico del territorio”, rivolgesse più attenzioni ad arredare la città (in modo particolare il nostro popoloso quartiere), renderla vivibile ed accogliente per i residenti, recuperando la funzione urbana della strada, dove pedoni, ciclisti, automobilisti, anziani, disabili e bambini possano convivere in armonia, e grazie al Vostro impegno qualche risultato è arrivato e pertanto il Comitato ed i residenti ve ne danno merito. Le opere sono sotto gli occhi di tutti: le rotatorie, il percorso sicuro casa scuola (a nostro giudizio non conforme alle nostre richieste), e per ultimo le barriere para pedonali.
    Tale opera (si suppone sia provvisoria) realizzata in Via P. Nenni, considerata utile per canalizzare il flusso pedonale, per una maggiore fruibilità necessita:
    • di tre rampe all’altezza dei civici 34, 36 e 40 per consentire l’accesso ai portatori di handicap agli edifici e agli esercizi commerciali.
    Inoltre sempre su Via Pietro Nenni si sollecita:
    • il completamento del marciapiede tra il parcheggio ed il civico 49, il completamento di quel piccolo tratto di marciapiede consentirebbe di muoversi in sicurezza, attualmente, tale percorso risulta impercorribile inducendo qualunque persona ad invadere la sede stradale con notevoli rischi d’incolumità;
    • la realizzazione di un ulteriore attraversamento pedonale nei pressi del civico 34.

    Certi di un vostro interessamento ed augurando a Voi ed a tutta l’Amministrazione Comunale un proficuo lavoro per la Città di Pomezia, porgiamo distinti saluti.

    Il Presidente
    Francesco Di Ruocco

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