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Francisco de Goya

By Claudia Donnini on 26 Luglio 2022
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Francisco de Goya

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Francisco de Goya nasce in Spagna nel 1746 e frequenta sin da subito numerosi ambienti artistici, a partire da suo padre che era maestro doratore nelle chiese e successivamente in bottega.

Com’era tipico per ogni artista e letterato europeo, anche Goya parte nel 1770 alla volta dell’Italia, il paese che pochi anni dopo sarà la meta privilegiata per ogni uomo colto.

Al suo ritorno, si trasferisce a Madrid dove comincia la sua carriera da ritrattista e ottiene le prime commissioni per dipinti sacri.

E lì, tra Madrid e Saragozza, vive la sua vita: si sposa, ottiene i primi incarichi importanti, diviene il ritrattista ufficiale

di Carlo IV.

 

A questo periodo appartengono le opere più “classiciste” ed è infatti chiamata “la prima maniera di Goya”.
Ma la situazione in Spagna precipita. E con la guerra non cambia solo la società, ma anche la pittura di Goya.

Nei suoi quadri si sente un movimento diverso, una frenesia e un turbamento molto più profondo di ciò che appare sulla tela.

Tutto diviene più scuro.

E si inaugura, così, il periodo dedicato ai “Disastri della guerra” che comprende incisioni e dipinti.

I suoi dipinti più celebri appartengono a questo periodo, e si fa riferimento ai due dipinti di Maja e al quadro “Il tre maggio 1808”

La Maja vestida e La Maja desnuda

 

Sebbene in Italia e in Francia fossero abbastanza comuni i soggetti nudi, la situazione in Spagna era diversa, forse a causa dell’oppressione esercitata dalla chiesa.

Entrambi i dipinti sono registrati nell’inventario di Godoy; ciò ci fa supporre che la donna rappresentata potrebbe essere la bella Pepita Tudò, giovane amante dello stesso Godoy, oppure la duchessa De Alba.
La donna appare sdraiata su di un letto alla maniera delle tipiche veneri italiane, con la pelle levigata in forte contrasto con la libertà di rappresentazione delle stoffe.

Nel 1815 l’Inquisizione confiscò i due quadri, ma sembra che la bellezza di queste opere d’arte sia sopravvissuta senza conseguenze.

 

 

 

Il tre maggio 1808


Il tre maggio è il giorno in cui la Francia di Napoleone conquista Madrid. Per tutto il giorno, gruppi di soldati francesi passeggiano nella città e fucilano gruppi di patrioti spagnoli.

Goya vuole portare l’attenzione proprio sugli uomini che stanno per morire, circondandoli di luce e lasciando, più indietro, i soldati francesi nell’oscurità, nell’anonimato.
Uno dei corpi già a terra richiama la posizione dell’eroe centrale: braccia aperte, spalancate, quasi un simbolo cristico di sacrificio.

Attorno c’è solo il buio e l’oscurità, che circondano il lieve profilo della città.

 

In vecchiaia, Goya è più prolifero che mai. Racconta ancora gli orrori della guerra e le mostruosità del genere umano (attraverso opere come la celebre “Saturno divora uno dei suo figli”).

Muore nel 1827 di congestione cerebrale all’età di 82 anni, dopo una vita segnata dalla guerra.

 

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