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La Santa Sofia di Costantinopoli

By Claudia Donnini on 28 Giugno 2022
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La Santa Sofia di Costantinopoli

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La Santa Sofia di Costantinopoli (oggi conosciuta come Hagia Sophia di Istanbul) è un complesso monumentale di infinita bellezza. Si trova al centro di Istanbul e rappresenta il simbolo e l’emblema della religione musulmana.

Ma quanti di voi sanno che in realtà la Santa Sofia nasce come basilica cristiana?
Fu, infatti, fondata dall’imperatore Costantino nel 330 e consacrata da suo figlio Costanzo II nel 360. Questa viene chiamata “Santa Sofia numero 1” … ora vedremo perché.

Tuttavia, era completamente diversa da come appare adesso: anzi, era una normalissima basilica a cinque navate con un grande atrio, se non fosse per le sue dimensioni a dir poco inarrivabili.
Purtroppo della costruzione costantiniana non ci è rimasto nulla, poiché nel 404 un’incendio la distrusse completamente.

Pochi anni dopo, nel 415, viene consacrata da Teodosio II la Santa Sofia numero 2.
Anche questa chiesa aveva la classica forma di una basilica, come la precedente: cinque navate e un atrio, di cui furono ritrovati i resti nel 1935 dall’archeologo tedesco Schneider.

Ma anche questa chiesa bruciò in un incendio: nel 532, durante la rivolta di Nika, il popolo infuriato diede fuoco a tutto il centro di Costantinopoli, che bruciò per giorni.

L’imperatore al potere al momento, Giustiniano, non si diede però per vinto e decise di far costruire la più grande e originale opera architettonica esistente.

Chiamò due grandi scienziati orientali, Antemio da Tralle e Isidoro da Mileto, i quali costruirono la magnifica chiesa ancora oggi esistente, nonostante le innumerevoli modifiche subite nei corsi dei secoli.

I due architetti progettarono una struttura mai vista: un’enorme cupola poggiante su quattro pilastri raccordati da quattro pennacchi (un elemento completamente nuovo!) circondata da gallerie e nicchie ed immersa nella luce.

Molto più tardi, nel 1849, i due fratelli Fossati furono incaricati dal sultano Abdulmecid I (infatti nel 1453 Costantinopoli fu invasa dall’impero ottomano e divenne una delle città più importanti della Turchia, Istanbul) di restaurare quella che era ormai diventata da tempo la moschea più famosa dell’impero.

I Fossati riportarono alla luce i mosaici bizantini e li documentarono attraverso preziosissimi acquerelli, per poi ricoprirli di intonaco. Infatti, per evitare la distruzione di questi importantissimi mosaici (la fede musulmana è aniconica, non permette dunque rappresentazioni grafiche di Dio) decisero di “mapparli” e poi nasconderli.

 

Tra i vari mosaici, spiccano per bellezza e tecnica quelli della calotta absidale: la Vergine in trono con il bambino e l’arcangelo Gabriele.

È possibile datare questi mosaici al IX secolo, quando, dopo un breve periodo di interruzione, chiamato “periodo iconoclasta” nel quale salirono al potere imperatori che condannavano le immagini di Dio e di Cristo, fu reintrodotto il culto ortodosso. Sbocciarono in numerose pareti della chiesa scintillanti mosaici raffiguranti la Vergine, Cristo, Giovanni Battista e anche imperatori!


Spesso, per offrire un omaggio al Cristo, si facevano rappresentare mentre offrivano doni al Salvatore, come nel caso del travagliato mosaico di Costantino IX Monomaco e la moglie Zoe, sul quale gli studiosi stanno ancora varando ipotesi: perché i loro volti sono stati danneggiati?

Furono asportati per essere venduti e poi reinstallati? Vi erano altri imperatori rappresentati prima di loro?

Santa Sofia nasconde tanti misteri e solamente le sue mura, in piedi da secoli, sarebbero in grado di dirceli tutti.

 

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