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Matematica e poesia, bellezze a braccetto

By Marina Landolfi on 7 Dicembre 2021
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Matematica e poesia, bellezze a braccetto

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Avvicinare la matematica alla poesia, evidenziando la fantasia della  razionalità della prima e la logica della creatività della seconda. Questo l’intento del libro, da poco pubblicato, “Matematica e Poesia. Dalle addizioni all’ identità di Eulero” (edito dal Gruppo Albatros, Il Filo) di Alessandro Moriconi, matematico del Consiglio nazionale delle ricerche che con quest’opera fa incontrare le due discipline attraverso disegni, sonetti ed alcune note storico-tecniche, rendendo più leggeri i concetti scientifici e più concreti quelli letterari. La formazione scientifica e la passione per i versi sono stati il fil rouge che ha condotto Moriconi a presentare questa ‘vicinanza’ evidenziandone molti punti di contatto: le regole a cui si sottopone la matematica e a cui la poesia, esempio di libertà di spirito, spesso si costringe, la creatività e l’emozione che entrambe suscitano in chi le frequenta e la fantasia di cui necessariamente si nutrono. Il libro raccoglie 60 sonetti in dialetto romanesco su altrettanti temi matematici, ognuno corredato da un disegno e da un’introduzione esplicativa per rendere i contenuti più comprensibili a tutti: dalle semplici addizioni alla geometria, dalla statistica all’analisi matematica, passando per la filosofia che più volte nella storia ha affiancato o ispirato la scienza dei numeri, da Platone con i suoi famosi ‘solidi platonici’, fino ai logici dell’era moderna, primo tra tutti Kurt Gödel.

Per conoscere meglio questi contenuti così intriganti e nello stesso tempo stravaganti, ho intervistato l’autore, che ringrazio per la disponibilità.

Come nasce questa accoppiata, matematica e poesia, a prima vista un po’ bizzarra?

Tutto nasce dall’idea di rendere la matematica più divertente e quindi più vicina a tutti, spogliandola di quel velo di incomprensibilità che spesso, suo malgrado, la riveste. Ho sempre amato entrambe le discipline, tanto che spesso definisco la prima “la sposa di una vita” e la seconda “la sempre giovane amante”. Invece di nascondere ognuno dei due amori all’altro, li ho fatti incontrare scoprendo i fattori comuni e li ho messi in campo per raggiungere l’obiettivo.

Tra i sonetti che propone ai lettori, quali ricorda con più piacere?

Tra i sonetti che compongono il libro, mi piace ricordare: “L’insiemi infiniti” o “Analizzanno l’infinito”, che giocano sull’impalpabile concetto d’infinito appunto, ma anche tutti quelli che disegnano gli insiemi numerici così come via via li abbiamo conosciuti nel corso dei nostri studi, a partire da quelli che da bambini animavano le dita della mano, conosciuti fin dall’alba della civiltà umana, fino ai quelli molto più recenti ideati per descrivere alcuni fenomeni fisici.

Ma sono anche affezionato a quelli che avvicinano alcuni concetti base dell’analisi matematica, le derivate e gli integrali, al mondo che ci circonda. Non posso poi non rivendicare l’importanza di quei componimenti che trattano concetti aritmetici più semplici, come quello sulle semplici operazioni o sulla magica prova del nove che abbiamo imparato alle elementari, concetti senza i quali tutto quel meraviglioso castello che è la matematica non starebbe in piedi. Che belli infine quelli che entrano nell’ipnotico vortice dei frattali o del nastro di Möbius!

Durante le recenti presentazioni del volume a Roma, ha incontrato persone di tutte le età. Che tipo di domande le hanno fatto, o da cosa erano incuriositi?

Le domande più frequenti sono state quelle relative ai giochi che ho proposto, in particolare quello che ricorda il gioco “Affari tuoi”, in onda qualche tempo fa sul Rai1. Li ho proposti per sottolineare quanto sia importante conoscere il calcolo delle probabilità prima di giocare a qualunque gioco d’azzardo, dal Lotto alla roulette: alla lunga il Banco vince sempre. Se si capisse a fondo, o comunque se ci si credesse anche senza averne compreso le dimostrazioni matematiche, si cancellerebbe la piaga della ludopatia. L’interesse suscitato e le domande fatte a riguardo mi fanno ben sperare che il messaggio sia arrivato.

Quale suggerimento può dare a chi non ha molta dimestichezza con la matematica, ma voglia studiarla in una maniera più ‘leggera’?

Suggerisco di cominciare a vederla con occhi diversi. La matematica non è quel mostro che spesso ci hanno erroneamente dipinto quando eravamo bambini. Con la matematica bisogna divertirsi, e per farlo, è necessario apprezzare quel piacere che nasce dal far lavorare il nostro cervello, bisogna sentire il gusto del ragionamento e della logica. Purtroppo il mondo di oggi, a partire anche da un certo tipo di programmi televisivi, ci ha abituato a non ragionare, ma dobbiamo vincere la pigrizia. Ci è semplice percepire la musicalità della poesia, ma esiste una musicalità anche nella matematica: è scritta sul pentagramma della nostra mente, la suonano le nostre sinapsi ed ascoltarla è un vero e proprio divertimento. Leggere il mio libro può essere certamente un buon inizio!

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