Sunday, November 29, 2020

Rodari, cent’anni di fantasia

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Il 23 ottobre 2020, per i cento anni dalla nascita di Gianni Rodari, maestro, scrittore, pedagogista e giornalista che scrisse sull’infanzia e per l’infanzia e che insegnò ad inventare, numerosi sono stati gli eventi che lo hanno celebrato tra cui un doodle di Google ed iniziative con cui è stato festeggiato anche negli Stati Uniti. Di recente la rivista specialistica “Marvels & Tales” gli ha dedicato vari saggi e la casa editrice indipendente Enchanted Lyon Books a settembre ha pubblicato la prima traduzione di Favole al telefono, “Telephone Tale”.

L’obiettivo di Rodari era creare l’uomo a partire dall’infanzia, valorizzando la fantasia, che non è ozio della mente, ma stimolo per immaginare cose che non esistono, come condizione necessaria per uno sviluppo ottimale della personalità. Per lui la creatività era una capacità comune a tutti, perché insita nella natura umana: l’età dei perché non finisce mai e molto spesso questa domanda diventa il motore di più grandi scoperte, mostrando possibilità che altrimenti non si vedrebbero. Nei suoi libri, tradotti in molte lingue e conosciuti in tutto il mondo,  si uniscono la felicità dell’invenzione fantastica e umoristica. La scrittura per lo scrittore supera tutti gli ostacoli, linguistici e ideologici, coinvolgendo non solo i bambini, ma anche gli adulti. Da due rubriche che per alcuni anni tenne su un giornale nacque “Il libro dei perché”: i bambini gli spedivano le domande più disparate – dalla fisica alla poesia, dalla storia alla cultura – a cui lui rispondeva con spiegazioni scientifiche o con il racconto di storie, cercando di stimolare la curiosità nei piccoli lettori. La sua pedagogia sottolinea l’importanza della creatività, o fantasia, nel processo di apprendimento e della sua collocazione all’interno dell’educazione, per far divenire le storie strumento di conoscenza della realtà. I suoi libri, famosi in tutto il mondo, sono stati tradotti in molte lingue meritando diversi riconoscimenti, fra cui il premio “Hans Christian Andersen” nel 1970, definito il Nobel per la letteratura per l’infanzia. Anche quest’anno è stato consegnato il premio “Gianni Rodari città di Omegna” nel corso del Festival della letteratura per ragazzi che ogni anno la cittadina piemontese sul lago d’Orta dedica al suo illustre concittadino. Il concorso ha presentato quattro sezioni: Albi illustrati, Fiabe e filastrocche, Romanzi e racconti, Rappresentazioni teatrali.

Il punto interrogativo

C’era una volta un punto
interrogativo, un grande curiosone
con un solo ricciolone,
che faceva domande
a tutte le persone,
e se la risposta
non era quella giusta
sventolava il suo ricciolo
come una frusta.
Agli esami fu messo
in fondo a un problema
così complicato
che nessuno trovò il risultato.
Il poveretto, che
di cuore non era cattivo,
diventò per il rimorso
un punto esclamativo.

(G.Rodari)

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