Tuesday, November 12, 2019

A come agricoltura, G come giovani

Avatar By Marta Fortunati on 10 Settembre 2019
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In occasione della cerimonia del Giuramento dei ministri del Conte-bis al Quirinale, Teresa Bellanova, la neo ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali è finita sotto il fuoco dei commenti  sessisti e di cattivo gusto degli utenti dei social e non solo, per il suo grado di istruzione e l’abito di colore blu elettrico, di organza e chiffon che indossava. Dopo la cerimonia, l’ex sindacalista e sottosegretario di Stato al lavoro nel governo Renzi, ha risposto con garbo a queste offese ed ha reso subito note le sue priorità: export, innovazione, tutela ambientale, caporalato e giovani. “Ho sempre sostenuto la necessità di un’agricoltura finalmente attrattiva per le nuove generazioni”, ha spiegato la ministra. ‘Agricoltura di qualità significa futuro, imprese, posti di lavoro. Una grande occasione per le nuove generazioni. Soprattutto, ma non solo, quelle del Mezzogiorno’.

Gli under 35, complice il precariato e la nuova ondata di disoccupazione giovanile, malgrado anche una laurea, hanno fatto ritorno all’agricoltura,
il cosiddetto Millenial Farm, per ‘tamponare’ la mancanza di lavoro. I giovani agricoltori possono contare sui fondi europei per iniziare l’attività: nel 2016/17 30 mila giovani hanno presentato domanda per i Piani di sviluppo rurale dell’Unione Europea. L’ostacolo maggiore, neanche a dirlo, è il prezzo elevato della terra arabile: l’ Italia, spiega Coldiretti, con un prezzo medio di 40.153 euro all’ettaro, è la più cara d’Europa.

Innovazione e sostenibilità sono le parole chiave dell’attività dei Millennial Farmers: organizzano attività su ambiente e attenzione al sociale, con fattorie e orti didattici, percorsi rurali di pet-therapy e sperimentano nuove tecniche meccaniche e hi tech per mangimi bio e irrigazione, assieme a sistemi di sorveglianza dei campi tramite droni e intelligenza per predire malattie su terreni e piante.

Grande incremento, negli ultimi tempi, di iscrizioni alle superiori di agraria e all’università.  I ragazzi che alle superiori hanno scelto ] l’agrario sono stati 45.566 nell’anno scolastico 2017/18. Per chi prosegue questo genere di studi anche dopo il diploma, tra agraria e veterinaria, l’Italia offre 213 facoltà a livello nazionale di cui 86 nel nord Italia, 71 nel sud e sulle isole e 56 al centro.

Da sempre l’agricoltura e l’allevamento sono state fonti di sostentamento principale per l’uomo; con le scoperte dello scorso secolo e l’avvento della scienza e delle diverse rivoluzioni industriali, queste due fonti primarie di lavoro sono ‘diminuite’ fino a scomparire in alcuni casi. L’agricoltura dei nostri tempi propone imprese agricole 2.0 che usano la tecnologia e rispettano l’ambiente, ma che devono affrontare elevati costi per l’affitto del terreno, con una spesa media di 700 euro a ettaro all’anno, cui bisogna aggiungere fra gli 800 e i 1.200 euro all’ettaro per lavorazioni, semi, piantine, manodopera,  attrezzature e acqua.


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