Friday, July 19, 2019

Torna l’educazione civica a scuola, ma…

massimiliano villani By massimiliano villani on 8 Maggio 2019
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Il progetto di legge di iniziativa popolare sul ritorno dell’Educazione Civica come materia di studio obbligatoria, con voto in pagella e valutazione finale, in ogni scuola di ordine e grado, per cui i Comuni italiani hanno promosso la raccolta di firme da parte dei cittadini, sta proseguendo positivamente l’iter parlamentare.

Con 451 voti favorevoli e tre astenuti la Camera ha infatti approvato, pochi giorni fa, la legge che istituisce l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole e il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Almeno 33 le ore di studio annuali previste della nuova materia che, si legge nel testo del provvedimento, “sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile sono avviate dalla scuola d’infanzia”.

perno di questa riforma saranno ovviamente i docenti, ai quali sarà affidato l’insegnamento, in particolare della Costituzione, istituzioni dello stato e dell’Europa, Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, elementi fondamentali di diritto, educazione ambientale, educazione alla legalità, educazione al rispetto e al patrimonio culturale, promozione dell’educazione stradale e al volontariato.

Il testo prevede inoltre l’istituzione della Consulta dei diritti e dei doveri dell’adolescente digitale, che opera in coordinamento con il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo.

Nella Consulta è assicurata la rappresentanza degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie e degli esperti del settore, mentre un componente è espresso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

L’aggiornamento del Piano nazionale di formazione dei docenti, proprio allo scopo di ricomprendervi le attività sulle tematiche inerenti l’insegnamento dell’educazione civica, prevede un fondo di 4 milioni annui dal 2020.

Sono previsti poi il rafforzamento della collaborazione scuola-famiglie, l’istituzione dell’Albo delle buone pratiche di educazione civica con un concorso nazionale annuale per la valorizzazione delle migliori esperienze e la presentazione al Parlamento ogni 2 anni da parte del Ministro dell’istruzione di una relazione sull’attuazione della legge.

C’è un ma…

La legge risulta molto meno ambiziosa delle promesse fatte: prevedere infatti un’ora in più nel curriculum sarebbe stata una soluzione troppo costosa; così come l’ipotesi di ricavare un’ora settimanale rosicchiandola da altre materie sarebbe stato fonte di polemiche tra esperti e insegnanti.

In questo modo la nuova Educazione Civica sarà un “insegnamento trasversale”, vale a dire che ogni scuola ricaverà 33 ore annuali per insegnarla prendendo ore un po’ da tutte le altre materie, come il consiglio di istituto riterrà più utile.

Quindi, un buon punto di partenza, che abolisce di fatto il “decreto Gelmini” del 2008, ma che per essere una riforma vera, che dia dignità e nobiltà ad un tema che aspettavamo da anni, come quello della reintroduzione dell’educazione civica nelle scuole, dovrà attendere purtroppo il 2020 (dal punto di vista dei fondi) e un po’ più di coraggio (si spera molto presto) nell’inserire tale materia tra quelle curricolari, invece di lasciarla solo al buon cuore e all’impegno dei docenti e dei dirigenti.

massimiliano villani
massimiliano villani

Nato a Napoli, cresciuto a Roma e residente a Pomezia ormai da più di dieci anni, mi occupo da sempre di comunicazione e sono convinto che l'impegno civico, unito all'amore per il proprio territorio, possa essere un grande stimolo alla crescita di una collettività partecipe e consapevole

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