Wednesday, December 19, 2018
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È in arrivo la settimana più calda dell’anno con picchi di 38° soprattutto nel Centro-Nord. Il fenomeno non riguarda solo l’Italia, ma anche i Paesi europei che sono alle prese con le alte temperature che hanno danneggiato l’agricoltura e creato disagi nei trasporti pubblici.L’anticiclone africano, che in queste ore sta interessando l’Italia, porta un clima irrespirabile con punte di 37-38°: tra le città più calde, Bologna e Firenze, Roma 37°, mentre al Sud non si registrano punte da record, eccezion fatta per i 38° nelle zone interne della Sicilia e i 40° in Sardegna (www.ilmeteo.it).

Questa massa d’aria rovente può portare i cosiddetti ‘temporali di calore’ che esplodono all’improvviso  e sono attesi sulle Alpi, ma anche in Sicilia (per il Cnr se ne sono contati sette nell’estate 2017). Le prime infiltrazioni di aria fresca entreranno nel bacino del Mediterraneo dalle Alpi attraverso l’altipiano del Carso tra 7/9 giorni e raggiungeranno Roma, con temporali e colpi di vento, dopo aver toccato il Triveneto, puntando poi verso il Sud.

Questo caldo record, come riporta Coldiretti (in base ai dati Nielsen relativi a giugno 2017), ha fatto aumentare il consumo di ortofrutta del 3%, l’acqua gassata del 17%,19% per i gelati in vaschetta ed ha portato aumenti anche per consumo di mozzarelle e birre.Alcuni comportamenti possono aiutarci ad affrontare il grande caldo di questi giorni, tra cui: fare docce tiepide durante il giorno; uscire nelle ore meno calde e portare con sé una bottiglietta d’acqua; indossare abiti leggeri, meglio se in tessuti naturali e di colore chiaro. Per quanto riguarda l’alimentazione, gli esperti suggeriscono colazioni e spuntini leggeri a base di frutta e verdura, bevendo acqua per ripristinare i liquidi persi con il sudore.

Per gli esperti del clima dobbiamo abituarci a questo caldo rovente anche per i prossimi anni, tenendo sempre bene a mente che la politica deve fare la sua parte:  a livello nazionale, controllando le emissioni di CO2 e a livello internazionale, come indicato della Convenzione quadro delle nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), firmata a Parigi del dicembre 2015, prevedendo un piano d’azione  per limitare il riscaldamento globale al di sotto del 2%, a partire dal 2020.

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