Wednesday, May 23, 2018

Pomezianews torna ad occuparsi delle prossime elezioni comunali: dopo aver intervistato Adriano Zuccalà, candidato Sindaco per il M5s, è la volta di Fabio Fucci, sindaco uscente e leader della lista civica “Essere Pomezia”.

 

Fabio Fucci: ci racconta com’è arrivato alla decisione di rompere con la sua ex maggioranza?

 

“Non sono assolutamente stato io a rompere con la mia ex maggioranza, è stato il Movimento 5 Stelle tutto, dal nazionale al locale, a voltarmi le spalle, dopo avermi portato ad esempio per anni come un modello di buon governo e aver usato il mio nome e la mia faccia per dimostrare l’onestà e l’incorruttibilità dei sindaci a 5 stelle. Quando è arrivato il momento di fare una scelta di buon senso, il sindaco modello è diventato improvvisamente un demonio, così pericoloso per la città da dover essere mandato a casa anticipatamente. Da parte mia invece c’era tutta la volontà a proseguire con l’ottimo lavoro portato avanti in questi anni. Avevamo un accordo con i consiglieri di maggioranza: arrivare al termine naturale della consiliatura per assicurare a Pomezia quei servizi e quelle opere che non possono subire rallentamenti o blocchi. Quello delle dimissioni dei 5 Stelle è stato un atto totalmente irresponsabile: una ripicca politica che, per colpire me, ha fatto un enorme danno alla città”

 

Non crede sarebbe stato meglio accettare una regola (i due mandati) condivisa in origine e rimanere comunque nel progetto 5 stelle, appoggiando il neo candidato Sindaco Zuccalà?

 

“Perché disperdere l’esperienza acquisita in questi 5 anni da sindaco, perché fare una scommessa su un altro candidato quando si può scegliere la certezza dei risultati? Trovo illogico e poco lungimirante non candidare il sindaco uscente, soprattutto se ha lavorato bene e ha determinato un cambiamento importante in Città: perché non dare la possibilità ai cittadini di scegliere, perché far prevalere una regola miope che, certamente conoscevo fin dall’inizio, ma che fa acqua da tutte le parti e sarà superata prestissimo per mantenere in campo gli stessi che gridavano al tradimento pochi mesi fa. E’ stato lo stesso Di Maio, che ho accompagnato in giro per l’Italia nella campagna elettorale per le amministrative dello scorso anno, a dichiarare che uno dei valori del M5S è la meritocrazia: “noi siamo per la meritocrazia, chi è bravo deve andare avanti”. Con questa regola però quando sei diventato bravo ad amministrare te ne devi andare.

Appoggiare Zuccalà cosa significa? Aspettare una telefonata nei momenti difficili per dare supporto? Fare da chioccia? È svilente anche nei confronti del candidato del M5S. Col tempo una regola può rivelarsi sbagliata o va semplicemente corretta. Mi sembra inoltre irriconoscente nei miei confronti perché penso di avere contribuito in prima persona, col mio lavoro, ai successi del Movimento. Mi sarei aspettato che in nome della tanto sbandierata “meritocrazia” il M5S mi consentisse una nuova candidatura a sindaco di Pomezia. Fatte queste riflessioni, quindi, ho scelto di ricandidarmi con una lista civica perché amo Pomezia e sono convinto di poter fare ancora tanto per questa città. Lo dico sempre e non mi stancherò di ripeterlo: se fosse stata una questione di soldi o poltrona avrei accettato l’incarico che mi è stato offerto dalla sindaca Raggi come capo di gabinetto della città Metropolitana, molto più pagato e molto meno stressante rispetto al ruolo di sindaco. Ho scelto invece di continuare a lavorare per la comunità di Pomezia che mi ha onorato di rappresentarla in questi anni”

 

 

Cinque anni di governo a 5 stelle e ottimi traguardi raggiunti a Pomezia: è stato tutto merito suo o di tutta la squadra?

 

“Io sarò eternamente grato al M5S per avermi consentito di fare il sindaco della mia città. Ho ricevuto tanto ma, allo stesso tempo, ho dato un grande contributo di crescita. Non sono un ingrato, è chiaro che sono risultati raggiunti insieme alla squadra. Sarei folle a dire il contrario, c’è stato un grande lavoro del collettivo.

Tuttavia, come in tutte le organizzazioni, l’importanza del vertice, in questo caso del sindaco, è determinante. Un sindaco deve avere una spiccata etica e moralità, ma anche un equilibrio emotivo che lo portano a prendere decisioni ragionate anche in momenti di forte stress. Ci sono stati dei momenti particolari e difficili in questi cinque anni e in quei momenti bisognava prendere una decisione tempestiva e giusta. Questo compito spetta solo al sindaco e un bravo sindaco fa la differenza. La macchina amministrativa è complessa, va compresa e gestita e c’è bisogno di anni prima di raggiungere l’esperienza giusta per farla funzionare bene. Credo quindi di aver contribuito in maniera decisiva agli ottimi risultati raggiunti, che sento miei e porto con me anche in Essere Pomezia, che si è arricchita dell’energia, della passione e della grande competenza delle persone che hanno già abbracciato questo progetto. Non si può lasciare che Pomezia ricominci tutto daccapo quando può contare sull’esperienza del sindaco uscente, per di più un sindaco che, come è stato riconosciuto anche dagli avversari, è un sindaco che ha fatto bene”

 

Essere Pomezia è la sua lista civica: quali sono i principi ispiratori e quali i punti programmatici?

 

“La crescita, questo è ciò di cui ha bisogno Pomezia. Essere Pomezia vuole garantire alla città uno sviluppo costante nel tempo, un salto di qualità definitivo. La lista civica è composta da brave persone, qualità indispensabile per me, con competenze trasversali. Ognuno, col suo impegno e con le sue capacità, contribuisce al programma e mette al servizio del gruppo le sue idee. Parlare di sola continuità, che comunque è garantita da me come sindaco uscente, sarebbe riduttivo per una città che non si ferma mai.

Per questo crediamo fortemente nel dialogo, il mondo è ampio e variegato e ho imparato che esistono tante realtà meritevoli di essere ascoltate. Essere Pomezia è un progetto in continua crescita, sono tante le adesioni che stiamo raccogliendo e rivolgo il mio appello a tutti quei cittadini provenienti dal campo riformista che in passato si sono impegnati in politica con onestà, impegno, passione: siete i benvenuti. Lo stesso vale per coloro che hanno cercato e vogliono tutt’ora cambiare in meglio la nostra città e che oggi si sentono delusi dalla “vecchia politica” e che per questo motivo si sono defilati. Al programma ci stiamo lavorando da tempo, la squadra di candidati sta scrivendo proposte ambiziose che tengono conto però della realtà, non sarà quindi un libro dei sogni. Non sarà nemmeno qualcosa di povero, sarà qualcosa di concreto, che terrà conto anche della possibilità di aprire favorevolmente a tutti gli imprenditori intenzionati a realizzare opere importanti e necessarie per lo sviluppo della città. Vogliamo potenziare l’area produttiva di S. Palomba, creare itinerari turistici riconosciuti a livello europeo, implementare la proposta turistica mettendo in rete gli operatori del territorio, creare un’area artigianale rilanciando Torvaianica, creare poli sportivi, realizzare un teatro dimensionato correttamente, aumentare l’orario di apertura della biblioteca comunale, incentivare l’economia dello sport con nuove infrastrutture. Sul fronte della sicurezza investire ancora nella videosorveglianza, sul versante trasporti abbiamo in mente di realizzare la linea “Laurentina Express” per raggiungere Roma in autobus in soli 20 minuti e vogliamo rendere più sicura la stazione di Santa Palomba. Vogliamo realizzare nuovi giardini pubblici, un censimento delle colonie feline, un parco avventura a Selva dei Pini e skate park per i ragazzi. Vogliamo rimuovere le barriere architettoniche, migliorare la viabilità di Torvaianica con i ponticelli per snellire il traffico sul lungomare. Questa è una minima parte degli obiettivi ambiziosi che vogliamo raggiungere”

 

 

Ci dice, infine, quali sono le tre priorità che intende affrontare nel caso in cui venisse eletto Sindaco alle ormai prossime elezioni?

 

Crescita e sviluppo: Pomezia è una città dalle grandi potenzialità. Gli imprenditori sono i benvenuti e sono parte integrante di un percorso di crescita in cui la libera iniziativa imprenditoriale rappresenta l’impulso dell’economia della Città di Pomezia. La città che vogliamo è quella dove chi decide di investire a Pomezia si sente parte di un progetto di comunità e per questo è ben disposto ad accompagnare gli investimenti con opere di pubblica utilità come strade, scuole, piazze, giardini. Inoltre, attrarre investimenti rilancia l’occupazione con la disponibilità di posti di lavoro di cui i nostri concittadini hanno tanto bisogno.

Infrastrutture: Intendiamo investire sulle infrastrutture come strade, giardini, scuole e aree attrezzate per lo sport per accrescere il senso di appartenenza dei pometini alla nostra città e per incrementare ancora la qualità di vita. C’è una lunga lista di opere che intendiamo realizzare nei prossimi 5 anni: dalla parallela della litoranea a Torvaianica al ponticello di Campo Jemini, a 3 nuove scuole ed asili ed un teatro, oltre a investire ancora nell’estensione della rete idrica comunale.

Sicurezza e sociale: videosorveglianza e potenziamento dell’illuminazione per contrastare i reati. Basta campo rom di Castel Romano: Pomezia non può continuare ad essere danneggiata dalle scelte di Roma Capitale che scarica i suoi problemi sul nostro territorio. Implementazione dei progetti sociali: sostegno ai disabili e alle fasce più svantaggiate, sostegni economici per disoccupati e per chi ha perso il lavoro, progetti di recupero e reinserimento delle situazioni di disagio sociale”

 

massimiliano villani

Nato a Napoli, cresciuto a Roma e residente a Pomezia ormai da più di dieci anni, mi occupo da sempre di comunicazione e sono convinto che l'impegno civico, unito all'amore per il proprio territorio, possa essere un grande stimolo alla crescita di una collettività partecipe e consapevole

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