Tuesday, March 26, 2019

Si trovano spesso a vivere situazioni a rischio, tra alcol,droghe e gioco d’azzardo come riportano le ricerche dell’Ifc-Cnr. Ma i ragazzi sono soprattutto focalizzati sulla loro crescita, tra limiti e libertà

È durante l’adolescenza che ci costruiamo la nostra identità di persona, ci ‘separiamo’ dai genitori, sperimentiamo i cambiamenti del corpo e della mente. Il lavoro è faticoso e molti ragazzi e ragazze, per differenziarsi dagli altri ed esprimere la propria unicità, si spingono oltre, verso situazioni ‘a rischio’. Un piercing o un tatuaggio rientrano nelle regole del gruppo, mentre ben diverso è l’uso e abuso di droghe, alcol e gioco d’azzardo che evidenziano la ricerca dello stordimento, la fuga di fronte alla nuova identità, alle responsabilità, con i pericoli che sono sempre dietro l’angolo. Come lo ‘spinello’, la sigaretta che contiene sostanze ricavate dalla cannabis come l’hashish e la marijuana, che un adolescente sceglie di provare presto. Per i giovani l’hashish è chiamato ‘fumo’ e la marijuana ‘erba’: entrambe contengono il Thc (tetraidrocannabinolo), un principio attivo che genera l’effetto stupefacente. La cannabis risulta essere la sostanza illegale più utilizzata, seguita da cocaina e droghe sintetiche come emerge dallo studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) e Espad Italia (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs) condotto nel 2014. Circa 54mila studenti delle scuole medie superiori, il 2,3% dei 15-19enni, hanno assunto sostanze psicotrope: oltre 600mila adolescenti hanno consumato cannabis, 60mila cocaina, 27mila eroina e circa 60mila allucinogeni, stimolanti ed anche psicofarmaci (uso illegale) assunti soprattutto dalle ragazze.

Tra gli studenti è molto diffuso anche l’uso dell’alcol, considerato un ‘elemento socializzante’ che consumano regolarmente in famiglia e fuori casa. Il consumo di birra e vino nella fascia di età 15-19 anni mostra un trend decrescente negli ultimi 10 anni, anche se il 70% dei ragazzi dichiara di bere fuori casa, con i maggiorenni che preferiscono i superalcolici. È quanto rileva lo studio promosso dall’Osservatorio permanente giovani e alcol (Opga) e realizzato dall’ Ifc-Cnr, che ha registrato come le ragazze bevano meno dei maschi, perché bere fa ingrassare: tendono a digiunare per 1 o 2 giorni per potersi poi sballare la sera, bilanciando così la quantità di calorie (il fenomeno si chiama ‘drunkoressia’, unione tra alcol e anoressia).

Anche il fenomeno delle ludopatie, che il Ministero della salute definisce come ‘l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze’, è da includere tra i comportamenti ‘a rischio’ per i giovani. Il gioco d’azzardo è diffuso prevalentemente fra i maschi (70%) ed è socialmente accettato, ma è preoccupante perché può portare alla dipendenza. Il fantacalcio e le scommesse sportive sono i giochi preferiti dai ragazzi, mentre le ragazze prediligono il gratta e vinci (Ministero della salute,Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave’, 2014).

Gli adolescenti non sono solo attratti da situazioni di vita spericolata, ma vivono anche nella normalità, come Riccardo, Emma e Marta di Pomezia e che ho intervistato per sul tema. Riccardo è uno studente universitario di 19 anni, ama stare con gli amici, anche se non disdegna di vedere qualche buon film a casa. “Faccio parte di due associazioni di volontariato del nostro territorio, ‘La cicala e la formica onlus’ e ‘Assoraider’” afferma Riccardo. “Non giudico chi beve o si fa le ‘canne’ perché credo che ognuno debba essere padrone della propria vita. Molti ragazzi sono attratti dall’aspetto ribelle della trasgressione, ma non penso che il fenomeno si possa debellare del tutto”. Emma, 17 anni, volontaria nella stessa associazione onlus di Riccardo, ama viaggiare e leggere. “Penso che gli adolescenti che passano il tempo tra spinelli, alcolici e scommesse cerchino un modo per trascorrere il tempo e farsi accettare dal gruppo” sostiene la studentessa del liceo Pascal. “Per contrastare questi atteggiamenti ‘distorti’ bisognerebbe coinvolgerli in attività interessanti e concrete’.

Marta, 18 anni, anche lei liceale e volontaria, adora stare con gli amici e nuotare. “Tanti ragazzi si avvicinano alla droga perché frequentano amicizie sbagliate, o dopo una delusione amorosa o magari solo per curiosità. Si dovrebbe far capire loro quanto le droghe e l’alcol siano deleteri per la salute prima che sia troppo tardi, facendo informazione per dare un’alternativa a tanti giovani”.

Un mondo dai cento volti e dalle mille solitudini che, oltre a farci pensare alla necessità di adottare misure di intervento precoce del disagio giovanile, ci devono suggerire di non stare con la testa girata altrove, ma metterci in ascolto in modo autentico ed effettivo delle loro esigenze, soprattutto delle insicurezze e delle difficoltà di cui è pieno il loro percorso di crescita.

Marina Landolfi

Sociologa e formatrice, romana, ma da tanti anni a Pomezia, mi occupo di comunicazione e scienze sociali soprattutto su tematiche inerenti l’infanzia, l’adolescenza e le questioni di genere.

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