Saturday, September 21, 2019
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Oggi, 8 ottobre 2015, è stata rimossa la quercia “Pomona”, da sempre simbolo di Pomezia, da Piazza indipendenza. Al suo posto una nuova quercia verrà piantata, in segno di rinascita.

Questo si tratta di un articolo diverso. Specifichiamolo subito: non è un articolo di giornale. Ho utilizzato, a mio parere, il modo più diretto per fare arrivare il messaggio che sto cercando di trasmettere, provando a immedesimarmi nello storico albero. Non è un modo di dirle addio: non è morta. Pomona nascerà nuovamente dalla terra della sconfitta e degli sbagli. Questa terra non è ancora completamente sterile: l’animo dei cittadini è ancora fertile, lo è proprio tra queste righe. Ecco il mio umile omaggio.

“E’ da molto tempo che sono qui. Esisto da molto prima che questa città fosse fondata; da molto prima che vennero costruiti i palazzi qui intorno e più intorno ancora. Nella mia memoria ho impressa l’immagine di quando tutto era diverso. C’era una piccola piazza dove la gente si radunava per parlare, per chiedersi se andasse tutto bene o se ci fosse qualche problema da risolvere. Vedevo spesso i bambini giocare, cadere, piangere e ridere e io facevo lo stesso con loro. Tante coppiette di giovani ragazzi si sono scambiati il primo bacio di fronte a me, mentre l’autunno faceva ballare nel vento le mie foglie. Io ero un punto di riferimento, all’epoca, tanto da darmi persino un nome.

Con il tempo, la piazza è diventata più grande, le persone sono aumentate e i palazzi moltiplicati. Nelle mie radici scorreva la ninfa di questa città. Quando tutto è cambiato, sono stata dimenticata. Nessuno mi ha più aiutato. Ho visto tutto con i miei occhi. Ho osservato come la gente non si ricordasse più di me e delle sue origini. Ormai, prendersi cura di un albero non era più considerato importante. Io vedevo tutto, credetemi. Ero proprio lì davanti a voi, in silenzio.

Mi sono spenta lentamente e mi avete lasciato morire, da sola. Anche altri miei compagni, simili a me, se ne sono andati. Mi chiedo, allora, dov’erano le istituzioni quando accadeva tutto questo? Dov’erano i cittadini quando hanno smesso di indicarmi e di stupirsi del mio cambiare colore ad ogni stagione? E’ stato così a lungo e per tanto tempo sono stata arrabbiata… Ma, alla fine di tutto, non me vado invano. In tanti anni, una cosa sono riuscita a farla: ho piantato il seme in alcuni cuori e si chiama speranza. Ora io sono stanca e voglio riposare in pace. Il mio compito è finito… Ma me ne vado con la consapevolezza che quel seme sboccerà di nuovo e, grazie ad esso, rinascerò. Una nuova quercia prenderà il mio posto e, forse, crescerà più forte di me… Se qualcuno se ne prenderà cura. Io sono Pomona e vivrò ancora.

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