Sunday, September 23, 2018

di Martina Farci e Mauro Valentini

Una Festa per gli amanti del Cinema, ma del resto, cos’altro dovrebbe esser se non questo? E se il pubblico è il primo protagonista, allora ecco dunque che il “pubblico sovrano” ha votato e ha votato bene! Perché quest’anno vince Il film più bello, segno che le giurie più giuste sono quelle di chi il Cinema lo ama e non di chi lo fa o peggio di chi per mestiere lo recensisce.

Vince “Angry Indian Goddesses” Un film indiano, commovente e bellissimo, che racconta la forza delle donne contro ogni violenza e pregiudizio, tutto narrato con uno stile perfetto, mix geniale di colore canzoni “Bollywoodiane”, risate e dramma da “tutti i particolari in cronaca”. Un racconto allegro e spregiudicato, mai banale in ogni dialogo e che segna forse un punto di non ritorno da parte degli intellettuali indiani, finalmente a fianco delle lotte per l’emancipazione femminile. Fortuna doppia per questo premio perché non solo nobilita una Festa bellissima, ma anche rende possibile la sua distribuzione in Italia, mercato pigro e sempre con la paura di rischiare. Le Dee indiane arrabbiate siamo convinti sbancheranno al botteghino e conquisteranno tutti.

La scelta di non far decidere ad una giuria dunque è stata vincente! Anche se con una formula di voto un po’ caotica e che va migliorata il prossimo anno, ma che come detto restituisce il Cinema al pubblico. Scelta questa tutta del nuovo Direttore Antonio Monda, che sabato alla chiusura della Festa non ha trattenuto la propria soddisfazione per una rassegna davvero di grande qualità. Non tutto è rose e fiori, questo c’è da dirlo e non lo nasconde neanche Monda, che infatti ha chiesto più fondi per il prossimo anno, perché qualcosa andrà regalato anche allo “Star System” e al Red Carpet. Ma il cinema è “Cinema” in sala, non si nutre certo di autografi e selfie, anche se incastonare la perdita di biglietti (preoccupante meno 20%) soltanto alla mancanza di star internazionali sul tappeto rosso sarebbe sbagliato, perché il ridimensionamento c’è stato si, ma in termini di investimento, in pubblicità e nelle sale, non certo in qualità cinematografica.

Straordinario successo di pubblico al contrario per “Alice nella città”, una sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata ai giovani e alle famiglie, che da anni ormai si “preoccupa” di raccontare l’adolescenza ai ragazzi, rendendoli così partecipi di film in cui loro stessi possano immedesimarsi in prima persona. I cosiddetti young adult, infatti, stanno prendendo sempre più il sopravvento tra saghe, commedie e drammi sulla malattia, da risultare però coinvolgenti e maturi anche per gli adulti. Infatti le proiezioni dei film in programma ad Alice della Città sono quelle con il pubblico più variegato, dalle scolaresche che ogni anno invadono l’Auditorium con il loro entusiasmo e il loro “tifo da stadio” ai critici cinematografici che ancora oggi si commuovono nell’immedesimarsi con i problemi adolescenziali. I film proposti anche quest’anno, infatti, hanno saputo toccare argomenti talmente vari da risultare appetibili per chiunque. Si è passati dall’anteprima italiana del kolossal Pan, il film di Joe Wright con Hugh Jackman e Rooney Mara che ripercorre l’infanzia di Peter Pan al dramma familiare Une Enfance, dove il regista Philippe Claudel racconta con una tristezza infinita la storia di due ragazzini costretti a cavarsela da soli visto che la madre è finita nella trappola di alcool e droga. Departure di Andrew Steggall, invece, con delicatezza e sensibilità cerca di guardare l’omosessualità con gli occhi di un ragazzo, senza cadere nella trappola degli stereotipi, mentre Mustang, candidato per la Francia all’Oscar come miglior film straniero, ci porta nella Turchia dove cinque ragazzine sono costrette a vivere prigioniere in casa. A conquistare il pubblico, soprattutto femminile, però, ci ha pensato Game Therapy di Ryan Travis con i divi di Youtube, vale a dire Favij, Federico Clapis, Leonardo Decarli e Zoda, letteralmente presi d’assalto dalle teenager sul red carpet. Alice nella città, quindi, ha saputo calibrare perfettamente un’offerta di film che soddisfacesse chiunque, dai bambini con il proseguo dell’avventura di Belle & Sebastian o con il grande classico Il Piccolo principe, fino al documentario “più adulto” The Wolfpack di Crystal Moselle. E dopo otto giorni di rassegna si possono trarre i primi bilanci, i quali sono più che positivi, con un incremento del 14% tra pubblico e accreditati e un programma che nel complesso ha dato vita a ben 41 proiezioni. Un successo in partenza quasi annunciato visti i titoli presentati e che poi ha trovato conferma, meritatamente, anche nei numeri ufficiali.

Ed ecco i premiati della Sezione Alice nella città:

Premio miglior Film 2015 di Alice nella città è andato a “FOUR KINGS” della regista THERESA VON ELTZ con la seguente motivazione : Per la grande efficacia e sensibilità di quest’opera prima, per la la recitazione travolgente e studiata, per la sua fotografia dai colori freddi ma capaci di trasmettere calore e per il giusto equilibrio tra musiche e silenzi

 Menzione Speciale della giuria Taodue Camera d’oro è stata attribuita a “Mustang” di Deniz Gamze Erguven , con la seguente motivazione : Per la forza e la gioia con cui il film racconta, attraverso una regista forte e matura e un tono allo stesso tempo leggero e drammatico , l’animo di cinque giovani donne e il loro passaggio da un’adolescenza segregata ad un vita adulta imposta, attraverso l’elaborazione della vita e della libertà

Arrivederci dunque al 13 ottobre 2016, che il Cinema sia con Voi.

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