Friday, August 19, 2022

Novità Editoriali

By Redazione on 28 Gennaio 2014
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Novità Editoriali

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Nonostante si faccia un gran parlare di crisi dell’editoria, o si ricordi costantemente che i cittadini italiani siano poco affezionati alla lettura, ci sono case editrici che non smettono di innovarsi per cercare di stimolare l’attenzione dei lettori. Una delle case editrici che da sempre ha fatto delle proposte editoriali rivoluzionarie e stuzzicanti è sicuramente Laterza. Fondata a Bari il 10 maggio del 1901 da Giovanni Laterza, inizialmente doveva essere un punto di riferimento per la pubblicazione di testi a carattere giuridico ed economico, ma col passare del tempo, grazie anche ai suggerimenti di Benedetto Croce è riuscita ad imporsi nel panorama editoriale per la ricchezza e la varietà dei contenuti pubblicati. Basti pensare che scorrendo il suo catalogo si trovano autori come Zygmunt Bauman, vero cardine del discorso sociologico moderno, Paul Krugman, premio Nobel per l’economia, grande contestatore delle attuali politiche economiche basate sull’austerità, Jacques Le Goff forse il più grande esperto di studi sul medioevo, ma potrei citarne tanti altri. L’ultima iniziativa editoriale targata Laterza, sicuramente non ultima per importanza, è la collana di libri Idòla. Scorrendo il sito web si possono leggere le motivazioni che hanno spinto l’editore a proporre questa operazione editoriale: la necessità di contrastare la diffusione di idee discutibili che passano però nel dibattito politico, economico e sociale come certezze.

Attualmente risultano pubblicati i seguenti testi :

  • “E’ l’Europa che ce lo chiede! (Falso)”di Luciano Canfora
  • “Non ci possiamo più permettere uno Stato Sociale (Falso)” di Federico Rampini
  • “La ricchezza di pochi avvantaggia tutti (Falso)” di Zygmunt Bauman
  • “Il Sud vive sulle spalle dell’Italia che produce (Falso)” di Gianfranco Viesti
  • “L’ho uccisa perché l’amavo (Falso)” di Loredana Lipperini e Michela Murgia
  • “La democrazia ha bisogno di Dio (Falso)” di Paolo Flores d’Arcais
  • “In Italia paghiamo troppe tasse (Falso)” di Innocenzo Cipolletta

Vorrei parlare brevemente dell’ultima pubblicazione. Scritta da un valente professore universitario nonchè grande manager italiano, che ha ricoperto grandi ruoli di responsabilità, cito per brevità solo alcuni come la Presidenza delle Ferrovie dello Stato e la Direzione Generale di Confindustria, quest’opera si sostanzia in un coraggioso intervento controcorrente nel dibattito economico che si è venuto a creare dopo la crisi del 2008. Coraggioso perché cerca di discutere un argomento molto sensibile come la tassazione. Parlare di imposte è sempre stata una questione molto delicata perchè è attraverso la tassazione che funziona il meccanismo di redistribuzione dei redditi. E’ un’imposizione fiscale elevata che ha fatto da miccia allo scoppio della Rivoluzione Americana, tanto per dare una portata dell’argomento. Innocenzo Cipolletta attraverso il suo testo, in cento pagine, vuole avvertire il lettore della falsità delle discussioni legate alla retorica antitasse che si è sviluppata, in America ma anche in tutta l’Europa, come risposta al disagio economico e sociale post crisi del 2008. L’autore argomenta i suoi pensieri senza tanti giri di parole, usando sempre, alla base dei suoi ragionamenti, statistiche economiche di facile lettura. Facendo una sintesi, sono quattro i temi conduttori di tutto il discorso del libro :

  1. Quante tasse si pagano?
  2. Evasione e pressione fiscale
  3. La spesa pubblica è eccessiva?
  4. Come limitare gli sprechi.

Personalmente la cosa che più mi ha affascinato delle parole di Cipolletta, è che la sua riflessione ti pone in un’ottica diversa rispetto ai tuoi giudizi di partenza sulla tassazione, leggendo il titolo una persona potrebbe anche indispettirsi, come è successo a me, ma l’esposizione dei suoi ragionamenti man mano che si procede nella lettura stimolano la razionalità del lettore. Potremmo sintetizzare con uno slogan: la ragione che vince sui sentimenti. Se Cipolletta voleva con questo testo dimostrare che è più utile per il cittadino esercitarsi alla riflessione e al ragionamento, invece che lasciarsi irretire dalla classe politica facendo leva sui sentimenti negativi, a mio modesto parere, ci è riuscito in pieno.

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