Saturday, January 23, 2021

Venere in pelliccia

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Venere in pelliccia – L’insostenibile trasgressione dell’essere 

“..E L’onnipotente lo colpì e lo consegnò nelle mani di una donna”

Un teatro francese polveroso, vuoto, un regista che al telefono sbraita l’inettitudine delle aspiranti attrici per quel ruolo nella sua commedia che proprio non si riesce a colmare.

E poi appare lei, Vanda, che si chiama come il personaggio scritto nel copione, volgare, provocante, che costringe il regista a farle un’audizione che lui reputa inutile visto l’aspetto e modi in verità molto più da entraineuse che da damigella di fine ottocento.

Il tempo di sistemare le luci e Vanda entra nella parte, si trasforma nella Vanda della commedia, costringe l’autore ( l’adattatore pardon ) a recitare la parte dell’altro, Vanda che corregge, conosce la parte a memoria, che ha il manoscritto originale del copione, che rintuzza e commenta i passaggi, si spoglia, provoca e seduce, che di colpo diventa padrona e soggioga.

Questo soltanto l’incipit di “ Venere in pelliccia”, ventesimo film dell’ottantenne Roman Polanski, che abbandonate da anni i mirabolanti set dei grandi capolavori della sua carriera, da “Chinatown” a “Frantic”, da “Il pianista” a “Oliver Twist”, si incastona per la seconda volta dopo il successo di “Carnage” in uno spazio angusto e senza esterni, teatralizzando il suo Cinema, snaturandolo quasi ma con risultati straordinariamente cinematografici.

E in questa “Venus à la fourrure “di masochistica fattura ( nel senso che è ispirato all’omonimo romanzo erotico di Leopold Von Sacher-Masoch) siamo addirittura li sul palco, il protagonista è il teatro, con le sue dinamiche di trasfigurazione dell’attore, insieme alle dinamiche della storia che sorprende, un intreccio narrativo sempre in perfetto equilibrio, quasi un esercizio di metempsicosi, dove tutto è simbolico.

Quei personaggi hanno un’anima che trasfigura, si reincarnano in un’altalena di passioni private che si fondono mano a mano in quelle dei protagonisti della commedia, in un copione ( della commedia teatrale) che danza tra masochismo e seduzione senza esclusione di colpi e di corpi.

Un film che racconta la magia del teatro, girato tutto in un teatro, quasi che la cinepresa sia seduta spettatrice nel loggione, rimanendo eppure inspiegabilmente (e qui è l’arte infinita di Polanski) una stupenda pagina di Cinema.

Musica, luci e colori di gran classe e anche il cast è all’altezza dell’iperbole narrativa, con Mathieu Amalric smarrito ed efficace nella parte del carnefice che si fa vittima, mentre la “Madame PolanskiEmmanuelle Seigner mostra tutta la sua aggressiva capacità di seduzione in un trucco disturbante e violento che (s)maschererà la vera essenza di Vanda.

Venere in pelliccia

Venere in pelliccia

Venere in pelliccia

Venere in pelliccia

Venere in pelliccia locandina

Venere in pelliccia locandina

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