25 novembre 2020. Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Sportello Donne Pomezia, con il patrocinio del Comune di Pomezia, lancia la campagna social!

Ricorderemo questo 25 novembre come una data eccezionale in un anno eccezionale. La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è un appuntamento importante per chi, come noi, lavora quotidianamente contro la violenza di genere.

Anche quest’anno, seppur senza manifestazioni e incontri in presenza, vogliamo esserci e coinvolgere tutta la città di Pomezia: dalle istituzioni alle scuole, dalle associazioni alle/i cittadine/i. Perché – non ci stancheremo mai di dirlo – la violenza contro le donne non è una questione femminile, ma ci riguarda tutte e tutti. E non è neanche un’emergenza, come spesso vogliono farci credere, ma è un fenomeno strutturale, che vive e si alimenta nel quotidiano delle case, dei posti di lavoro, delle strade, dei luoghi di potere, dei media, del web, di ogni spazio pubblico e privato in cui le donne subiscono violenze e discriminazioni.

Sportello Donne Pomezia continua a operare nel territorio, da quasi 8 anni, a sostegno di tutte le donne che scelgono di fare il primo passo per uscire da situazioni di violenza: riconoscerla, raccontarla, chiedere aiuto. E lo ha fatto senza mai fermarsi anche nei mesi più duri della pandemia, quelli del lockdown totale, in cui molte donne costrette in casa con mariti e compagni violenti hanno visto acuirsi gli episodi di violenza domestica senza scorgere una via d’uscita.

E’ la nostra missione stare accanto alle donne, sostenerle, non farle sentire sole. E’ delle donne il lungo percorso personale e politico verso una piena liberazione. Ma è di tutte e tutti il compito di rendere le case e le città posti sicuri e accoglienti, per le donne e quindi per tutti. Il primo passo è dire NO alla violenza sulle donne, a partire da sé.

Scrivi POMEZIA DICE NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE #25N e scatta una foto. Pubblicala sui tuoi social e tagga @SportelloDonnePomezia
SPORTELLO DONNE POMEZIA
Mercoledì e Venerdì – Clinica Sant’Anna
18.00 – 20.00 Cell: 388.1586901
Giovedì – via Pier Crescenzi 1
15.30 – 17.30 Cell: 327.9569407

 

 




Le Mani della Terra – I Valori del Mare, Pomezia e Torvajanica nella visione pittorica di Olga Silivanchyk al Museo Città di Pomezia

Riceviamo e pubblichiamo Comunicato Stampa Comune di Pomezia

 

Pomezia e Torvaianica in mostra. Il 29 ottobre 2020 la Città celebra 81 anni dall’inaugurazione e il primo compleanno del Museo Città di Pomezia – Laboratorio del Novecento

Si è aperta questa mattina la mostra Le Mani della Terra – I Valori del Mare, Pomezia e Torvajanica nella visione pittorica di Olga Silivanchyk al Museo Città di Pomezia – Laboratorio del Novecento, ad 1 anno dalla sua inaugurazione e 81 anni dopo l’inaugurazione della Città. Due ricorrenze importanti per la storia e la cultura cittadine, celebrate simbolicamente dal Sindaco Adriano Zuccalà e dalla Giunta in visita alla mostra da oggi aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2021.

“Avremmo voluto, anche quest’anno, festeggiare il 29 ottobre insieme a tutta la Città – ha detto il Primo Cittadino – Le attuali condizioni non ce lo consentono, ma è importante celebrare l’identità di Pomezia e Torvaianica, radicate nel lavoro della terra e del mare, per rafforzare quel senso di comunità necessario oggi più che mai”.
“Un anno fa inauguravamo con grande soddisfazione il Museo Città di Pomezia – Laboratorio del Novecento – ha aggiunto la vice Sindaco Simona Morcellini – Voglio ringraziare il direttore e tutto il personale per il grande lavoro fatto in questo anno, nonostante le difficoltà generali, e Olga Silivanchyk per aver reso con la sua arte la bellezza dei nostri luoghi e la forza dei nostri valori”.

 

LA MOSTRA
Venti dipinti ispirati all’incontro dell’artista con il Museo, identità storica della Città e del suo litorale, che prendono vita per valorizzazione la memoria dei luoghi. Silivanchyk ama osservare la storia nell’intimo e si avvicina con penetrante grazia alla rievocazione del passato e alla narrazione del presente. L’artista raccorda dato storico e quotidianità, articolando le opere in due ambiti temporali e stilistici distinti, tessendo un filo che lega memoria e percezione del reale, tratto impressionistico e rimandi rétro, policromia accesa e luce antica. La rappresentazione del passato è affidata a opere ispirate soprattutto al patrimonio fotografico storico del Museo; le tele che ritraggono la contemporaneità e i mestieri del mare sono invece il frutto di un legame biografico e intimo dell’artista con Torvaianica.

La mostra è gratuita e si potrà visitare, negli orari di apertura del Museo, fino al 6 gennaio 2021, con ingresso contingentato e prenotazione obbligatoria allo 06 91146500, o scrivendo a [email protected]




Lauree abilitanti, le nuove norme

Approvato nel Consiglio dei Ministri del 18 ottobre 2020, il disegno di legge (n. 67) sulle lauree abilitanti presentato dal Ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi con il quale sono state introdotte disposizioni che semplificano radicalmente l’accesso alle professioni di veterinario, psicologo, odontoiatra e farmacista. Le nuove norme prevedono che il tirocinio pratico-valutativo sia svolto all’interno dei corsi di laurea, e che l’esame finale di laurea divenga anche la sede dell’esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione. Il nuovo modello di abilitazione riguarda le magistrali a ciclo unico in Odontoiatria e protesi dentaria; Farmacia e farmacia industriale; Medicina veterinaria e Psicologia.

In una seconda fase verranno incluse altre lauree professionalizzanti nelle seguenti professioni: tecniche per l’edilizia e il territorio; tecniche agrarie, alimentari e forestali; tecniche industriali e dell’informazione che abilitano all’esercizio delle professioni correlate ai singoli corsi di studio di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e perito industriale laureato. Su richiesta dei consigli degli ordini o dei collegi professionali o delle relative federazioni nazionali si prevede che anche i seguenti titoli universitari possano essere resi abilitanti con norme da adottare su proposta del Ministro dell’università e della ricerca: tecnologo alimentare; dottore agronomo;dottore forestale; pianificatore paesaggista e conservatore (ex facoltà di architettura); assistente sociale;biologo;chimico; geologo.

Questo ddl segue il Decreto Cura dello scorso marzo, con la prima ondata Covid, in cui venne resa abilitante la laurea in Medicina e chirurgia, per un più immediato inserimento lavorativo dei giovani. “Con il Decreto Cura abbiamo accorciato di nove mesi l’ingresso nel mondo del lavoro dei laureati nelle scienze cliniche”, afferma il ministro Manfredi. “Ora il disegno di legge sulle lauree abilitanti fa propria una prospettiva di rilancio e modernizzazione del Paese. E’ necessario semplificare le modalità di accesso all’esercizio delle professioni regolamentate, per una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mercato del lavoro” (fonte intervista ministro: www.repubblica.it/scuola/; Foto di McElspeth da Pixabay).




Rodari, cent’anni di fantasia

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Il 23 ottobre 2020, per i cento anni dalla nascita di Gianni Rodari, maestro, scrittore, pedagogista e giornalista che scrisse sull’infanzia e per l’infanzia e che insegnò ad inventare, numerosi sono stati gli eventi che lo hanno celebrato tra cui un doodle di Google ed iniziative con cui è stato festeggiato anche negli Stati Uniti. Di recente la rivista specialistica “Marvels & Tales” gli ha dedicato vari saggi e la casa editrice indipendente Enchanted Lyon Books a settembre ha pubblicato la prima traduzione di Favole al telefono, “Telephone Tale”.

L’obiettivo di Rodari era creare l’uomo a partire dall’infanzia, valorizzando la fantasia, che non è ozio della mente, ma stimolo per immaginare cose che non esistono, come condizione necessaria per uno sviluppo ottimale della personalità. Per lui la creatività era una capacità comune a tutti, perché insita nella natura umana: l’età dei perché non finisce mai e molto spesso questa domanda diventa il motore di più grandi scoperte, mostrando possibilità che altrimenti non si vedrebbero. Nei suoi libri, tradotti in molte lingue e conosciuti in tutto il mondo,  si uniscono la felicità dell’invenzione fantastica e umoristica. La scrittura per lo scrittore supera tutti gli ostacoli, linguistici e ideologici, coinvolgendo non solo i bambini, ma anche gli adulti. Da due rubriche che per alcuni anni tenne su un giornale nacque “Il libro dei perché”: i bambini gli spedivano le domande più disparate – dalla fisica alla poesia, dalla storia alla cultura – a cui lui rispondeva con spiegazioni scientifiche o con il racconto di storie, cercando di stimolare la curiosità nei piccoli lettori. La sua pedagogia sottolinea l’importanza della creatività, o fantasia, nel processo di apprendimento e della sua collocazione all’interno dell’educazione, per far divenire le storie strumento di conoscenza della realtà. I suoi libri, famosi in tutto il mondo, sono stati tradotti in molte lingue meritando diversi riconoscimenti, fra cui il premio “Hans Christian Andersen” nel 1970, definito il Nobel per la letteratura per l’infanzia. Anche quest’anno è stato consegnato il premio “Gianni Rodari città di Omegna” nel corso del Festival della letteratura per ragazzi che ogni anno la cittadina piemontese sul lago d’Orta dedica al suo illustre concittadino. Il concorso ha presentato quattro sezioni: Albi illustrati, Fiabe e filastrocche, Romanzi e racconti, Rappresentazioni teatrali.

Il punto interrogativo

C’era una volta un punto
interrogativo, un grande curiosone
con un solo ricciolone,
che faceva domande
a tutte le persone,
e se la risposta
non era quella giusta
sventolava il suo ricciolo
come una frusta.
Agli esami fu messo
in fondo a un problema
così complicato
che nessuno trovò il risultato.
Il poveretto, che
di cuore non era cattivo,
diventò per il rimorso
un punto esclamativo.

(G.Rodari)




Pomezia, atti vandalici all’ISS Copernico, stanziati 30mila euro dal Miur per interventi di ripristino

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa dello staff del Sindaco di Pomezia
È appena pervenuta la notizia che il Ministero dell’Istruzione ha stanziato 30mila euro per i lavori di ripristino e l’acquisto dei materiali rubati presso l’Istituto di istruzione superiore Copernico.
“Una notizia che ci riempie di gioia – commenta il Sindaco Adriano Zuccalà –, a dimostrazione di come la proficua collaborazione tra le Istituzioni possa portare a concreti risultati nel breve termine. Grazie ai fondi stanziati sarà possibile intervenire tempestivamente per garantire il diritto allo studio e la continuità didattica. Un ringraziamento speciale alla Ministra Lucia Azzolina e a tutto il suo staff per la tempestività e la sensibilità mostrata anche in questa occasione”.
Gli atti vandalici di cui si fa riferimento la nota del Sindaco di Pomezia sono quelli avvenuti tra giovedì e venerdì scorso all’interno dell’Istituto di istruzione superiore Copernico. Nella notte tra giovedì e venerdì scorso, ignoti si sono introdotti all’interno dei locali della scuola, hanno rubato 19 pc nel laboratorio di Informatica, 1 televisore 55 pollici e 1 pc portatile nell’aula inclusiva per disabili, accanendosi poi contro gli arredi della struttura.

Immediata la condanna da parte dell’Amministrazione comunale di Pomezia. “Entrare in una scuola per derubare materiale che supporta l’apprendimento dei nostri ragazzi, vandalizzando una scuola, è inaccettabile – commenta l’Assessore Miriam Delvecchio –. Un grave disagio per gli studenti e gli insegnanti che svolgono quotidianamente la propria attività scolastica, ma soprattutto un danno all’intera comunità di Pomezia, segno della totale mancanza di senso civico dei responsabili”.

“Condanniamo fermamente ogni gesto di inciviltà – sottolinea il Sindaco Adriano Zuccalà – verso chi non dimostra il minimo rispetto per la cosa pubblica che, ricordiamo, è di proprietà della collettività. Pomezia non si piega, ma è già pronta a ripartire: sono certo che questa battuta d’arresto non fermerà l’impegno di studenti, docenti e personale scolastico dell’ISS Copernico a cui esprimiamo piena solidarietà per il gravissimo danno subìto. Ci siamo già attivati a supporto delle indagini. Auspico che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili paghino per la loro scelleratezza”.

 




Quale mondo si nasconde dietro un libro?

I libri sono sempre figli ribelli editore da Giulio Perrone Editore

 

Quale mondo si cela dietro i libri che leggiamo? È una domanda che, almeno una volta, ogni lettore si è posto e I libri sono sempre figli ribelli è un manuale sui generis che si propone di esplorare il mondo del libro nelle sue molteplici sfaccettature.

I libri sono sempre figli ribelli è stato scritto nel 2018 a cura di Giulio Perrone e Paolo Di Paolo e pubblicato dalla casa editrice romana Giulio Perrone Editore.

Nell’immaginario collettivo l’editore è una figura carismatica, totalmente dedicata alla cultura, circondato da scrittori prolifici e super dotati capace con una sola breve e concisa lettura di capire quale sarà il prossimo best seller del secolo.

 

Questa visione, quasi sicuramente, ci viene proprio dai libri che abbiamo letto e dai film che abbiamo visto e in effetti è un’idea piuttosto pittoresca mentre la realtà è un pochino diversa. L’editore è, a tutti gli effetti, un imprenditore e nella scelta su quali libri investire è costretto necessariamente a fare i conti con l’aspetto finanziario dell’azienda mantenendosi continuamente in equilibrio con lo spirito culturale della casa editrice che dirige.

 

I libri sono sempre figli ribelli prende per mano il lettore e lo porta attraverso tutte le fasi che un libro deve superare prima di arrivare sugli scaffali delle librerie, dove sarà scelto, acquistato e infine letto.

Il manuale inizia introducendo l’arte di pubblicare un libro nelle case editrici fino a spiegare le parti tecniche di un libro, il lavoro di editing, il lavoro di realizzazione vera e propria con impaginazione e stampa, la sua distribuzione, la promozione, i concorsi letterari ed infine il futuro con il mondo dell’e-book e degli enhanced book (in pratica degli e-book arricchiti con contenuti mutimediali)

Diverse interviste o stralci di articoli di prestigiosi quotidiani arricchiscono il libro avvicinandoci alle diverse personalità del mondo dell’editoria, dalle grandi case editrici italiane fino a quelle più piccole e indipendenti senza dimenticare uno spazio al self publishing

Curioso e avvincente leggere come siano diverse le reazioni degli autori riguardo al lavoro di editing del loro testo, con esempi di successo come gli interventi dell’editor Gordon Lish sui racconti di Raymond Carver spiegato da Alessandro Baricco oppure i burrascosi rapporti autore/editore intercorsi tra Gabriele D’Annunzio e Treves per la pubblicazione del romanzo Il Piacere.

 

I libri sono sempre figli ribelli non è un libro per addetti ai lavori ma un bellissimo manuale che permette a tutti di comprendere realmente quale impegno e duro lavoro ci sia nello scrivere e pubblicare un libro.

È potrebbe diventare una più che indovinata idea regalo per quell’amico o parente appassionato di lettura al quale non avete proprio idea di quale libro donare per sorprenderlo!

 

 

Per acquistarlo Giulio Perrone Editore




Plastic Free: rimuovere 100.000 kg di rifiuti

Pomezia è uno 60 comuni italiani uniti in nome dell’ambiente

 

Ho avuto il piacere di incontrare il referente di Plastic Free e di accompagnarlo per un sopralluogo sull’area interessata all’intervento che si terrà domenica 27 settembre.

È una data da segnare in agenda perché è una giornata importante: oltre 60 comuni, dalla Valle D’Aosta fino alla Sicilia, saranno uniti da un unico grande obiettivo: raccogliere e rimuovere dall’ambiente 100.000 chilogrammi di rifiuti.

Un obiettivo notevole e una grande progetto promosso dall’associazione di volontariato Plastic Free Odv Onlus nata nel luglio del 2019 con l’intento di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica conferita in modo errato nell’ambiente, soprattutto di quella monouso. Un progetto al quale il Comune di Pomezia ha aderito con entusiasmo firmando un progetto di collaborazione di Cittadinanza Attiva.

 

L’appuntamento è per
Domenica 27 settembre alle ore 9,00

incrocio lungomare Ugo Tognazzi con Via Lago Maggiore

a Campo Ascolano, Torvajanica.

L’area interessata sarà quella che intercorre tra il passaggio a mare n. 5 e n. 7 e tutti i rifiuti verranno differenziati in plastica, vetro e indifferenziata.

L’evento, che inizierà alle 9.00 del mattino ed avrà la durata di un paio di ore, è aperto a tutti i cittadini che vorranno partecipare previa iscrizione a questo link

È un evento da non perdere perché ciò che ho visto durante il sopralluogo mi ha lasciato tanto amaro in bocca; non credevo di potermi trovare davanti a così tanti rifiuti: migliaia di bottiglie di plastica, lattine e mozziconi di sigarette, un carrello della spesa, borchie delle ruote delle macchine, un tubo di plastica e stracci di tessuto.

Un mare di rifiuti che non sono arrivati tra le dune per opera dello Spirito Santo ma sono il risultato della logica malata del comportamento incivile, ignobile e aberrante di chi non ha alcun rispetto né dell’ambiente e né di sé stessi.

 

Per fortuna è bastato allungare lo sguardo verso il mare, meraviglioso ora così deserto senza bagnanti, per respirare aria pulita e desiderare ancora di più di fare qualcosa, di offrire il mio tempo affinché questo nostro ambiente, la nostra prima casa, possa essere protetto, tutelato e amato.

 

Domenica 27 settembre, tempo permettendo, insieme a tantissimi volontari in tutta Italia ci ritroveremo ad aiutare e sostenere l’ambiente e mi piace pensare che non lo faremo soltanto rimuovendo i rifiuti ma anche rimuovendo con l’esempio un po’ di inciviltà dall’uomo moderno.

 

Siete tutti invitati a partecipare.

Per maggiori informazioni questo il sito di Plastic Free




Campus Bio-Medico: nuovo Pronto Soccorso per Roma Sud e Pomezia

Dal 1° settembre nuovo Pronto Soccorso

Ha aperto il 1° settembre il DEA di primo livello (Dipartimento Emergenza Accettazione) del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico incrementando l’offerta di sanità pubblica per il quadrante sud ovest della Capitale.

Il Campus Bio-Medico è inserito nel territorio della Asl Roma 2 in Via Alvaro del Portillo 192, zona Trigoria e questo nuovo e moderno Pronto Soccorso diventa un offerta fondamentale per il territorio di Pomezia.

Sviluppato su 2100 metri quadrati sul loro sito si legge che è «accogliente, sicuro e dotato delle più recenti tecnologie,  vuole essere un Pronto Soccorso che accoglie, ascolta, comunica, si fa carico, assiste e cura»

Elementi caratterizzanti del nuovissimo DEA sono l’organizzazione del flusso dei pazienti per livelli di gravità, l’attenzione dedicata alla privacy, al comfort e al benessere dei pazienti con la predisposizione di aree di Osservazione Breve Intensiva da 7 letti per chi necessita di un periodo di osservazione maggiore e di una Holding Area di ben 14 letti per chi attende il posto letto per il ricovero o il trasferimento in altre strutture.

È previsto un percorso protetto per ridurre la massimo i rischi legati alla pandemia Covid.19 mentre, all’interno del Pronto Soccorso, sono state organizzate aree per l’accoglienza con ristoro, monitor e display informativi, area parcheggio con stalli riservati a persone con disabilità e un parcheggio rosa.

Un’area predisposta all’eliporto a pochi metri dall’ingresso permette l’utilizzo delle eliambulanze.

Interessante sapere che la struttura ha svolto attività come Campus Covid Center dal 1 aprile fino al 14 giugno.

Ulteriori informazioni potete trovarle sul loro sito qui

 

(foto dal sito https://www.policlinicocampusbiomedico.it/)



Non buttiamoci giù di Nick Hornby

Lo spirito ironico di Nick Hornby: inno alla vita e all’amicizia

 

Metti quattro sconosciuti agli antipodi per carattere e vissuto personale sul tetto di un grattacielo nel cuore di Londra la notte di Capodanno. Metti che il grattacielo si chiami la Casa dei Suicidi e subito si profila palese l’intento di Non buttiamoci giù dello scrittore inglese Nick Hornby, ma non è così.

Il romanzo, pubblicato nel 2005, ha uno stile colloquiale e semplice con frammenti di ironia che rendono piacevole la lettura sebbene tratti di un tema forte come la depressione e la volontà di suicidarsi.

I personaggi sono Martin, un ex-conduttore televisivo che si è rovinato la carriera lasciandosi sedurre da una minorenne; Maureen una dolcissima donna che ha dedicato tutta la sua vita a curare l’ unico figlio disabile; Jess, figlia del vice Ministro dell’Educazione che usa un linguaggio sboccato ed è follemente innamorata di un ragazzo che non ricambia il suo amore; e infine JJ, americano con il rock e la musica nel sangue costretto a consegnare pizze per sbarcare il lunario e innamorato folle della sua ragazza.

Quattro anime così diverse che il destino unisce nello stesso luogo alla stessa ora trasformando ciascuno di loro nella spalla e nel sostegno dell’altro. E così, la notte che doveva trasformarsi nel giorno della loro morte, diventa la notte per cui si regalano un’altra possibilità per scoprire che cosa la vita abbia in serbo per loro.

La struttura del romanzo è articolata in svariati capitolo ciascuno dei quali affidato alla voce narrante di uno dei protagonisti. In questo modo diventa semplice entrare in sintonia con i personaggi, capire il loro punta di vista e sostenere, per quanto possibile, il loro desiderio di farla finita, di smettere di vivere.

Ma ci vuole più coraggio a vivere che a suicidarsi e allora ecco che i quattro protagonisti iniziano con il rinunciare al suicidio la notte di Capodanno e posticipare il tutto al giorno di San Valentino, esattamente il giorno in cui tutti coloro che non si sentono amati provano quella voragine di solitudine incolmabile che, dovrebbe, dar loro la forza di fare il grande gesto.

Il ritmo del romanzo è così ben strutturato che le pagine volano via con facilità e sebbene il tema centrale non sia così facile da trattare, il linguaggio semplice avvicina al significato che ho percepito; perché il cambiamento fa paura ma è necessario per andare avanti nella vita, che è importante accettarsi per ciò che siamo con i nostri limiti e che aprirsi agli altri, uscire dal proprio guscio e incontrare l’altro, è il modo più efficace per affrontare la vita che scorre via.

[…] È soltanto la vita. Una persona ne incontra un’altra, e quella persona lì vuole qualcosa; e il risultato è che le cose succedono. O a metterla in un altro modo: se uno non esce mai e non incontra nessuno, allora non succede nulla. Cosa potrebbe succedere?




Progetto di Cittadinanza Attiva – Rimozione Adesivi

Quando i cittadini si attivano per il bene della città

A tutti piace vivere in un luogo pulito e decoroso. Ciascuno di noi tiene pulita e ordinata la propria abitazione ma c’è un gruppo di cittadini di Pomezia che ha deciso di fare altrettanto con le aree e i beni comuni urbani.

Non è il loro primo progetto visto che hanno già l’anno scorso li abbiamo visti all’opera per riverniciare la fontana di Piazza San Benedetto da Norcia e le aiuole della passeggiata a mare a Torvjanica.

Quest’anno, vista la situazione del lockdown causata dal Covid-19, sono stati fermi fino a ieri sera quando si sono dati appuntamento al Bivio di Pomezia per il primo appuntamento del progetto di Cittadinanza Attiva per la rimozione degli adesivi pubblicitari abusivi che imbrattano le strade: pali della luce, cassette dell’energia elettrica, cartelli di segnaletica verticale, buche delle lettere.

Armati di raschietti, spugne e olio di gomito questo gruppo di cittadini hanno progettato di ripulire il tratto di strada di Via Roma e Via Virgilio.

Quegli adesivi sono bruttissimi e siamo così abituati a vederli sparsi ovunque che, spesso, non ci prestiamo neanche più attenzione se non quando vediamo il risultato a rimozione effettuata e le foto lo dimostrano in modo lampante.

 

La domanda che viene spontanea è: per quale motivo dei semplici cittadini dovrebbero impegnare del tempo prezioso per ripulire qualcosa che appartiene a tutti?

Le loro risposte sono tutte valide e condivisibili:

perché vivere in un luogo pulito, ordinato e curato ci fa stare bene con noi stessi e con gli altri;

perché tutto ciò che è area urbana è a tutti gli effetti un nostro bene;

perché svolgere un lavoro insieme ad altre persone ci fa sentire parte di una comunità;

perché speriamo che il nostro esempio sia da stimolo agli altri;

perché si può pensarla diversamente, avere una diversa fede religiosa e un diverso colore della pelle, ma tutto ciò che ci circonda, strade, piazze, vie, marciapiedi, viali, giardini, è nostro, della nostra comunità, di Pomezia;

perché fare è molto meglio che lamentarsi.

 

È bene ricordare che il progetto è in collaborazione con il Comune di Pomezia grazie al Regolamento per la cura e la valorizzazione dei beni comuni urbani approvato con Delibera di Consigli n. 10 del 2015 attraverso il quale qualunque associazione e/o cittadino può presentare un proprio progetto e attivarsi per migliorare la nostra città.

In pratica è un patto di collaborazione attraverso il quale l’ente fornisce i cittadini del materiale necessario per svolgere un determinato progetto presentato mentre i cittadini intervengono con il proprio lavoro manuale in forma volontaria.

 

Prossimo appuntamento
Mercoledì 2 Settembre ore 19,00 all’incrocio tra Via Roma e Via Rattazzi – Pomezia

Non resta che armarsi di buona volontà e unirsi a loro.

Ovviamente, muniti di mascherina.