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TrentUgo Tognazzi: torna a Torvaianica, per tutto il mese di agosto, il festival che omaggia il grande mattatore della commedia italiana

Dal 20 al 22 agosto, durante le tre serate principali dell’evento, saranno presenti  i figli di Ugo e tanti altri ospiti
Per l’occasione saranno assegnati quattro premi a importanti nomi del cinema italiano

 

 

Dopo il successo della prima edizione denominata Ugo Pari 30, torna a Torvaianica, Comune di Pomezia (Roma) l’appuntamento che omaggia il  grande mattatore della commedia italiana Ugo Tognazzi. Il festival, per l’occasione ribattezzato TrentUgo Tognazzi, per ricordare la ricorrenza dei 31 anni dalla sua morte, intende ricordare passioni, vitalità, energia e poliedricità di quell’attore indimenticato e indimenticabile che ha dato vita a ben 153 film da attore e 6 da regista.

 

IL PROGRAMMA – Il territorio di Torvaianica – Comune di Pomezia, a cui Ugo era tanto legato, organizza in suo onore un intero mese di festeggiamenti.  Si parte con una mostra fotografica diffusa, da domenica 1 a lunedì 30 agosto, con 31 totem, distribuiti per le vie di Torvaianica, con gli scatti dell’attore al fianco di grandi personaggi dello spettacolo. Parallelamente sarà visitabile anche la mostra “Storia del Torneo Tognazzi”, in viale Spagna n°5, realizzata dal gioielliere Ettore Costa, creatore del Trofeo Scolapasta d’oro. Una raccolta con oltre cinquecento foto che racconta la storia dello storico Torneo Tognazzi, dal 1966 al 1994, visitabile da sabato 14 a fine agosto. Si procede con un’iniziativa culinaria, “Il mese dell’Abbuffone”, a cura dei ristoranti della città di Pomezia e del litorale di Torvaianica, che per tutto il mese di agosto proporranno alcune delle  ricette dell’“inventore della supercazzola”, anche abile e originale chef: dal Babà al kiwi alle Farfalle fuxia, ricette tratte dai suoi numerosi libri di cucina.

 

 

IL FESTIVAL CINEMATOGRAFICO – Si prosegue con il festival cinematografico, che si svolgerà da venerdì 20 a domenica 22 agosto 2021 presso piazza Ungheria, con la direzione artistica a cura dei quattro figli di Ugo: Gianmarco, Ricky, Maria Sole e Thomas  Robsahm.  Durante la tre giorni, che prevede una prima parte di talk e a seguire la proiezione di un suo noto film, saranno presenti i figli del maestro, ma anche tanti ospiti. Per l’occasione saranno assegnati quattro premi, omaggiati da Ettore Costa, a importanti nomi del cinema italiano. In conclusione il festival si trasformerà in una mini rassegna cinematografica, da lunedì 23 a sabato 28 agosto, che proporrà alcuni dei suoi più grandi film. L’evento è organizzato dal Comune di Pomezia a cura dell’agenzia  Artcloud Network.

 

L’omaggio al maestro, diventato un appuntamento fisso della nostra Estate – dichiara Simona Morcellini, vice Sindaco del Comune di Pomezia –   è la dimostrazione del grande affetto che il territorio nutre per Ugo e la testimonianza della stretta collaborazione consolidata in questi anni con la famiglia. Il Festival TrentUgo, diretto da Gianmarco, Ricky, Maria Sole e Thomas, con la sua rassegna cinematografica, le mostre fotografiche, l’iniziativa dei ristoratori e le serate di talk e cinema, ci traghetterà al grande appuntamento del 2022, quando festeggeremo i 100 anni dalla nascita di Ugo”.

 

“Lo scorso anno, proprio dal palco di UgoPari30, è stata lanciata la proposta di una scuola di teatro e cinema alla memoria dell’attore e regista – aggiunge il Sindaco Adriano ZuccalàSarebbe un onore e una gioia poterla ospitare e sostenere, magari all’interno del nuovo teatro comunale, affinché diventi motore culturale e artistico del territorio, ma anche veicolo turistico e di promozione delle grandi risorse che Pomezia e Torvaianica offrono. Siamo lieti di annunciare che la nostra volontà è sostenuta dalla notizia, ricevuta ieri, di un finanziamento di 15 milioni di euro che ci consentirà, in un ampio progetto di riqualificazione della Città, di realizzare non soltanto la sala teatrale ma un’intera area destinata a cultura e spettacolo”.




A casa di Albertone

 

Dopo l’apertura programmata a marzo, poi rinviata per la pandemia, lo scorso 16 settembre ha aperto la mostra “Alberto Sordi 1920-2020. Il centenario” che sarà visitabile fino al 31 gennaio 2021 presso due sedi: la villa di Sordi al Celio, e il Teatro dei Dioscuri in zona Quirinale.

L’esposizione, curata da Alessandro Nicosia, Vincenzo Mollica e Gloria Satta, si articola nei vari ambienti della casa che mostrano la lunga carriera e la vita del grande attore attraverso oggetti, abiti, fotografie, video, curiosità e materiale vario. Il percorso è tematico: l’artista, la sua infanzia, la famiglia il legame con la sua città. Un’area è riservata al “Sordi segreto”, al suo rapporto con le donne, alla beneficienza. I personaggi dei suoi film hanno rappresentato lo specchio della società italiana, sottolineandone bassezze, speranze e delusioni umane, sempre proposti con il suo genio, il suo acume, la sua intelligenza ed eccellente bravura. Alberto Sordi era nato a Trastevere, terzo di 4 fratelli. É stato attore, regista, cantante e doppiatore. I film interpretati sono circa 200 con 20 pellicole che lo hanno visto regista. Tra i numerosi premi che ha ricevuto: 9 David di Donatello, 6 Nastri d’argento,1 Orso d’oro e 1 Orso d’argento a Berlino, 1 Golden Globe e il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia. L’ingresso alla mostra è scaglionato, seguendo le misure di sicurezza anti Covid-19 e la visita va prenotata.Info: Tel. 06 85353031; mail: [email protected] https://www.fondazionemuseoalbertosordi.org/index.php/eventi
(indirizzi:  Casa di Alberto Sordi: Via Druso 45, altezza Piazzale Numa Pompilio, zona Terme di Caracalla; Teatro dei Dioscuri: Via Piacenza 1) (Foto di Free-Photos da Pixabay)




Ugo Pari 30: Torvajanica omaggia Ugo Tognazzi a 30 anni dalla sua morte

Festival di tre giorni ideato dal Comune di Pomezia in collaborazione con i figli dell’attore

 

Si è tenuta questa mattina, presso il Museo Città di Pomezia – Laboratorio del Novecento,  la conferenza stampa di presentazione del Festival Ugo Pari 30 – Intrattenimento e cinema in memoria di Ugo Tognazzi che si svolgerà a Torvajanica dal 21 al 23 agosto, in piazza Ungheria.

Sono intervenuti la vice Sindaco Simona Morcellini, i figli Gianmarco e Ricky Tognazzi e lo storico gioielliere nonché creatore del trofeo Scolapasta d’oro, Ettore Costa che hanno raccontato con entusiasmo e commozione la figura di Ugo Tognazzi e la volontà di ricordarlo dedicandogli un Festival dalla cadenza annuale.

Gianmarco Tognazzi, la vice Sindaco Simona Morcellini, Ricky Tognazzi e Ettore Costa

L’idea dell’evento è nata quasi per gioco durante una visita del vice Sindaco Morcellini sul set cinematografico presso lo stabilimento balneare Corsetti dove era impegnato Gianmarco Tognazzi.

Ed è proprio con lo spirito allegro e goliardico che ha alimentato e circondato la vita del grande mattatore della commedia italiana che hanno pensato di creare un festival per non dimenticare il grande Ugo Tognazzi e per farlo conoscere alle nuove generazioni.

Così, omaggiando i 30 anni dalla sua morte, avvenuta durante il sonno la notte del 27 ottobre del 1990 a Velletri, parte da quest’anno una iniziativa che vuole rappresentare il grande amore che Ugo Tognazzi aveva per Torvajanica ricambiato dai tantissimi cittadini che ricordano benissimo i bellissimi anni ’60.

 

«Mio padre scoprì per caso quella casa isolata, costruita vicino al mare, giusto dietro una pineta, se ne innamorò e la comprò e convinse anche i suoi carissimi Raimondo Vianello e Luciano Salce a investire così avrebbero trascorso vicini e insieme il periodo estivo. Da quel momento altri amici e attori di Ugo iniziarono ad acquistare o affittare villette nel piccolo centro e, in breve tempo, il tutto si trasformò nel Villaggio Tognazzi» così ricorda Ricky Tognazzi la casualità di un luogo che ha rappresentato tantissimo per il grande attore italiano, per la sua grande famiglia allargata e per tutti gli amici che passavano a trovarlo, per una cena, una partita a tennis, una serata goliardica e allegra.

 

In occasione di questa prima edizione del Festival c’è una bellissima novità perché torna il Premio Ugo Tognazzi istituito inizialmente nella sua città natale, Cremona, e che da quest’anno verrà consegnato nel Comune di Pomezia.

Il Premio Ugo Tognazzi nacque per portare alla ribalta giovani cabarettisti e comici. Tra i nomi che lo hanno vinto risultano Max Pisu, Gabriele Cirilli e Ficarra e Picone e quest’anno il Premio Ugo Tognazzi 2020 verrà consegnato a Michele Placido che lavorò, per la prima volta, in una pellicola proprio al fianco di Ugo Tognazzi.

 

Programma

21 agosto ore 21,00 Presentazione e proiezione del film documentario Ritratto di mio padre di Maria Sole Tognazzi

22 agosto ore 21,00 Premio Ugo Tognazzi e proiezione film Amici miei

23 agosto ore 21,00 Presentazione e proiezione del film Anatra all’arancia – La grande abbuffata

 

Il calendario del Festival Ugo Pari 30 è ricchissimo di lodevoli iniziative.

Da segnalare il percorso gastronomico attraverso l’entusiastico coinvolgimento di decine di ristoranti di Torvajanica e Pomezia che, dal 1 al 23 agosto, hanno accettato di proporre nel proprio menù alcune ricette ideate da Ugo, come il risotto al melone e lo stinco di santo.

Inoltre non mancherà una mostra fotografica diffusa con totem sparsi per le vie di Torvajanica per documentare la vita di Ugo Tognazzi sul set, con scatti di alcuni grandi fotografi di scena, e della sua grande passione per lo sport con il famoso torneo di Tennis Scolapasta d’oro che si giocò dal 1965 fino al 1994.

Mentre un’altra mostra fotografica intitolata La storia dello scolapasta d’oro sarà visibile in Viale Spagna 5 davanti alla Gioielleria Costa, creatore del famosissimo Scolapasta d’oro.

 

Ugo Pari 30 Calendario 21 22 23 agosto 2020

 

 

Il cinema e il territorio di Pomezia hanno un filo che li tiene uniti. Non dimentichiamoci del regista Sergio Leoni che ha scelto di riposare nel piccolo cimitero di Pratica di mare e di quanti registi hanno scelto proprio il territorio di Pomezia per girare le proprie scene.

Di sicuro il Festival Ugo Pari 30 ha tutte le caratteristiche per essere il primo di una lunga serie perché quando le iniziative sono fatte con cuore e passione non possono che portare ad ottimi risultati. A noi tutti non resta altro che attendere il 21, 22 e 23 agosto e goderci lo spettacolo.




Taglio del nastro parco a tema Roma World

Nuovo parco a tema di CineCittà World

È stato inaugurato sabato 11 luglio il nuovo parco a tema di CineCittàWorld, “RomaWorld” alla presenza di un folto numero di giornalisti che hanno approfittato dell’invito allargato anche ai propri figli per far vivere in anteprima un luogo che sarà di sicuro la gioia di tutti i bimbi.

RomaWorld è un parco a tema che «non ha né giostre e né attrazione ma che si basa sulla vita reale di 2000 anni fa offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi in un reale villaggio dell’antica Roma» queste le parole cariche di orgoglio di Stefano Cigarini, amministratore delegato di Cinecittà World SpA.

La nuova struttura si trova proprio accanto al parco dei divertimenti del Cinema e della TV nell’area di Castel Romano sulla SS 148 tra Pomezia e Roma.

«In tre anni dall’inaugurazione abbiamo quadruplicato il numero dei visitatori e “RomaWorld” è il primo progetto turistico in Italia post Covid-19 a dimostrazione della voglia di ripartire del tessuto imprenditoriale italiano» ha così sottolineato il dott. Cigarini prima di dare il via all’apertura ufficiale di “Roma World” con il taglio del nastro.

Oltrepassata la porta, protetta da una guarnigione di soldati romani, l’avventura nel parco ha inizio; il percorso a piedi è piacevole ed è oltremodo rilevante rendersi conto come sia stata data grande attenzione alla salvaguardia dell’ambiente: il sentiero in terra battuta si apre all’interno di un bosco di sugheri, accompagnati dal frinire delle cicale, in un’area di quasi 5 ettari fino ad arrivare al centro di un vero e proprio villaggio con accampamento di legionari.

Tutte le costruzioni sono realizzate in legno e non vi è traccia alcuna di cemento, plastica o qualsiasi altro materiale lontano anni luce dal glorioso impero romano. Ottimo.

L’area è davvero ben strutturata: senatori, schiavi, gladiatori, mercanti, matrone, legionari e contadini vivono e camminano tra i visitatori offrendo davvero un’atmosfera magica.

La taberna, l’anfiteatro, l’area con i falchi addestrati, le bighe di Ben Hur trainate da coppie di cavalli, lo spazio con gli animali da cortile, la vendita degli schiavi al migliore offerente, l’area con il percorso di guerra, il mercato con la vendita di artigianato che riproduce il più fedelmente possibile oggetti di uso all’epoca romana, dal vasellame agli indumenti, dalle armi ai giochi per bambini.

L’atmosfera è davvero congeniale e sono certe farà la gioia di tantissimi bambini perché chi non ha mai sognato di poter, anche se solo per poche ore, vivere l’atmosfera del grande impero romano?

Unica nota stonata in un contesto così ben studiato, la pulizia dell’ampia area del parcheggio che meritava almeno un taglio dell’erba.

Va bene voler affrontare l’avventura di un villaggio dell’antica Roma ma almeno, quando si esce dalla macchina, sarebbe stata cosa gradita non dover evitare di inciampare in erbacce alte e invadenti. Ma sono certa che sia stato solo mancanza di tempo.




Borrowed time

I cartoni non sono cosa per bambini

Ci sono voluti ben cinque anni per ottenere“Borrowed time”, un cortometraggio prodotto dalla Pixar per opera di Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj, dalla durata di circa sei minuti e mezzo. Questo piccolo gioiellino smonta in pochissimo tempo un grande pregiudizio radicato negli adulti della nostra moderna società: i film di animazione non sono solo e unicamente prodotti per i bambini.

Esaminiamo per prima cosa la trama. Uno sceriffo di una città -che non ci è dato sapere il nome- si ritrova sulla scena di un tragico incidente che lo ha riguardato in prima persona, accaduto anni prima. Nelle sue rughe e nei suoi capelli bianchi il tempo ha lasciato le sue tracce, ma non è stato in grado di guarire una ferita ancora aperta. Nei suoi occhi azzurri si avverte un infinito senso di tristezza. Zoppica e a stento si regge in piedi, mentre rivive ciò che, evidentemente, lo segnò per il resto della vita.

Rimpianti, sensi di colpa, l’abbandonarsi a se stessi. Queste non sono certe emozioni che si configurano in un bambino e che, forse invece, conoscono meglio i “ grandi”.

Ai giorni nostri è opinione diffusa credere che i film di animazione siano destinati solo ad un pubblico infantile, ma tale pensiero è tanto fragile da venire smontato in pochi minuti, appunto, da “Borrowed time”. Dietro a quelli che comunemente -e a volte erroneamente- vengono chiamati “cartoni”, vi è in realtà una lunga tradizione. Basti pensare ai fumetti o ai famosi “anime” giapponesi, ricchi di scene cruente e di messaggi forti, non certo apprezzabili o adatte ad un pubblico sotto i dieci anni. I film di animazione sono perfettamente in grado di affrontare ogni tematica tanto quanto un qualsiasi altro film.

Se le mie parole non sono state sufficienti e non sono riuscita a convincervi, vi consiglio vivamente di guardare il cortometraggio sopracitato e di sperimentarlo voi stessi. Detto questo, vi auguro buona visione.




Donne,emozioni e film(2)

Si terrà sabato 20 febbraio il secondo incontro gratuito dell’evento ‘Ciak! Tu chiamale se vuoi…emozioni’ che Sportello Donne Pomezia promuove per festeggiare il suo anniversario e vedere con occhi diversi il film ‘La finestra di fronte’, presso la libreria Odradek .

La proposta è la stessa che ha riguardato lo scorso incontro. “Bisogna lasciarsi andare e far riemergere le emozioni che la pellicola ci fa riaffiorare insieme a esperienze passate, vissuti e ricordi”, sottolinea Marina Landolfi, che conduce il post film insieme a Serena Rossi, anche lei operatrice-volontaria di Sportello Donne Pomezia.
I partecipanti avranno l’occasione di ‘tirare fuori’ in gruppo le loro emozioni insieme agli altri, scambiarsi idee e commenti, cercando di aumentare la consapevolezza delle proprie dinamiche interne.
“Nello scorso incontro le donne hanno partecipato con attenzione e un po’ di curiosità, in quanto la metodologia è quanto meno inusuale. Ma devo dire che hanno dimostrato interesse e disponibilità a mettersi in gioco creando un clima di fiducia e apertura” conclude Landolfi.
‘La finestra di fronte’ di Özpetek racconta al storia di Giovanna, una giovane madre con due bambini, che nella routine di tutti i giorni trova ‘nella finestra di fronte’ qualcosa su cui sognare. Ma per trovare il vero progetto della sua vita non ha bisogna di stare ‘in finestra’,ma deve prendere in mano la propria vita anche sbagliando, dando spazio anche alle emozioni… Siete tutti invitati ad un pomeriggio insieme, pieno di emozioni!




50 sfumature di noia

Ok lo so, sono in ritardo, ma con due bambine al cinema si vedono solo cartoni animati, e in TV il film è andato in prima serata (scelta ampiamente discutibile per una pellicola VM14 ma non è questo il tema di oggi). Non potendo vederlo con le bimbe in giro per casal’ho visto successivamente… in tre parti… eh si, perchè sono riuscita ad addormentarmi per ben 2 volte.
La prima quando lei annuncia di essere Vergine… ebbene si, la protagonista del film più trasgressivo degli ultimi anni è vergine…
La seconda quando lei si ritaglia un momento per se andando a trovare la madre a km di ditanza e lui si presenta a controllare cosa fa…
Ma veniamo ai dettagli, lei è una timida studentessa che si mantiene con un umile lavoretto, lui un mega imprenditore (ma non è dato sapere nel dettaglio di cosa realmente si occupi) con un mega ufficio, un mega attico, e un mega garage pieno di auto costose.
e’ colpo di fulmine, ma da subito Mr Grey mette in chiaro i suoi gusti presentando un contratto con regole ferree da rispettare per poter intraprendere una relazione sessuale con lui.
“IO NON FACCIO L’AMORE, IO SCOPO… FORTE!”
Ecco, dopo questa frase ho dovuto mettere in pausa, perchè le risate coprivano lo svolgimento del film, credo di aver riso per buoni 10 minuti.
Ma andiamo avanti, Mr Grey deve avere sempre tutto sotto controllo, quindi per parlare con lei le regala un pc nuovo, (il suo poverina era da riparare), una nuova auto, (la sua poverina era un pò datata) e la manda da una ginecologa di sua fiducia per tenere sotto controllo il suo stato di salute e il suo protocollo di contaccezione.
Lei è tentata ma se la tira un pò, o forse fa solo finta, comunque alla fine cede ed entra nella “stanza dei giochi” pur non avendo ancora firmato il contratto. Come funziona la stanza dei giochi? ci sono diversi attrezzi sadomaso, tra cui un letto con i ganci per appendersi e legarsi ma a decidere è solo lui, lei deve sedersi in ginocchio, nuda e con lo sguardo rivolto alla porta e le mani sulle gambe ed aspettare finchè lui non decide che è ora di potersi muovere, ah, e ovvimante non può parlare se non per dibre stop se si supera il limite.
Non entro in ulteriori dettagli ma in questa stanza non è che succeda nulla di così eclatante anche perchè Anastasia ha un orgasmo praticamente ogni 30 secondi, basta anche il solo respiro di Mr Grey.
Il film è un continuo tira e molla, lei ogni tanto se la tira, lui ritorna alla carica con la firma del contratto, poi si “gioca” un pò, poi lei cerca di instaurare un rapporto normale e lui si ritarae però non resiste e si gioca di nuovo… insomma la trama è quel che è!
Fino al punto di rottura… lei vuole la normalità lui ha bisogno di essere dominatore, e lei insiste:
“Perchè? perchè vuoi punirmi?
PERCHE’ DENTRO HO 50 SFUMATURE DI PERVERSIONE!”
altra pausa… altre risate…
Ma qui viene il bello, lui la porta nella stanza dei giochi e le mostra la punizione
la fa sdraiare su un tavolo (ovviamente nuda)
e la colpisce sul sedere con una cinghia per 6 volte.
A questo punto lei finalmente reagisce, solo dopo la sesta cinghiata però… esce dalla stanza dei giochi ma non se ne va, rimane nella sua stanza da letto a piangere tutta la notte
La mattina la svolta, breve inutile diaologo e lei se ne va, nonostante lui provi timidamente a trattenerla… e … TITOLI DI CODA!!!
ecco, a questo punto non sapevo veramente se ridere o piangere… ma che finale è?
Insomma dopo essere stata sottomessa in ogni modo, aver gettato al vento ogni barlume di dignità, aver distrutto l’immagine femminile lasciandosi andare a gridolini improbabili solo all’essere sfiorata ritrova un briciolo di orgoglio e se ne va, ma solo dopo aver preso 6 cinghiate!!! e … niente… finisce tutto così…
Insomma, non so, io non ho letto il libro e quindi forse non riesco ad apprezzare a pieno la storia, la situazione, la passione… altrimenti non spiego tutto questo successo, forse chi ha letto il libro ha potuto immaginare sfumature nascoste tra le righe che in pellicola magari non sono passate ma io non ho visto assolutamente nulla… niente… il vuoto cosmico, attori mediocri, trama da romanzo harmony, scene HOT con inquadrature al imite del porno ma di qualità decisamente inferiore, direi a tratti forse gorttesco.
Continuo a riflettere su come mai abbia avuto tanto successo tra le donne e non ci sia invece stata un insurrezione delle femministe, e come mai nessuno si sia lamentato della messa in onda in prima serata.




Donne, film e tante emozioni

Al via l’evento gratuito ‘Ciak! Tu chiamale se vuoi…emozioni’ promosso da Sportello Donne Pomezia. Sabato 6 febbraio, presso la libreria Odradek, sarà proposto il primo film

Si svolgerà il 6 e il 20 febbraio 2016, presso la libreria Odradek di Pomezia, l’evento gratuito ‘Ciak! Tu chiamale se vuoi…emozioni’ organizzato da Sportello Donne Pomezia che propone la visione di due film da vedere con occhi diversi, per abbandonarsi alle emozioni e attivare o ri-attivare vissuti, ricordi e ansie legati a qualche esperienza passata (vedi locandina per dettagli).
Si avrà l’opportunità di esplicitare davanti agli altri le emozioni che il film ci suscita, aumentando la consapevolezza di noi stessi e delle nostre dinamiche interne.
“Si tratta di una nuova modalità d’approccio alla visione di una pellicola cinematografica: con un utile orientamento pratico-esperienziale per vedere e discutere in gruppo la storia di un film e dei suoi protagonisti, ma anche per cercare di sciogliere dei piccoli ‘nodi’ di vita quotidiana, cercando di individuare nuove strade di risoluzione” sostengono la dott.ssa Teresa Di Martino e la dott.ssa Marina Landolfi di Sportello Donne Pomezia che condurranno il primo incontro.
‘Agata e la tempesta’ di S. Soldini è il film che sarà proiettato sabato 6 febbraio. “Questa pellicola ci vuole raccontare, attraverso le storie un po’ strane dei suoi personaggi, che la vita ci riserva sempre delle sorprese e delle novità e che vale la pena attraversarla in compagnia di persone care, che rispettano noi e la nostra progettualità. Vi aspettiamo da Odradek per passare un piacevole pomeriggio ‘di emozioni’ insieme” conclude Landolfi.




Quel fantastico peggior anno della mia vita

Capita che alcuni film vengano giudicati ancora prima di esser visti, e non stiamo certo parlando dei cinepanettoni (con quelli sarebbe lecito farlo). C’è un altro genere che ultimamente ha preso sempre più piede, i cosiddetti young adult. Tralasciando quelli delle saghe, come Hunger Games o Maze Runner, siamo di fronte a numerosi film talvolta sottovalutati o che non hanno ricevuto la giusta importanza. Per fortuna non è il caso di Quel fantastico peggior anno della mia vita. Tralasciando la traduzione italiana (il titolo originale è Me & Earl & the Dying Girl), il film, già vincitore al Sundance Film Festival 2015, è uno dei migliori film dell’anno.

Greg (Thomas Mann) è all’ultimo anno di liceo, ma decide di trascorrerlo cercando di evitare il più possibile i rapporti sociali, in modo da passare inosservato. L’unica persona che accetta è Earl (RY Cyler), un suo amico con il quale realizza bizzarri film amatoriali; almeno fino al giorno in cui sua madre non lo costringe a stringere amicizia con Rachel (Olivia Cooke), sua compagna di classe affetta da leucemia. Quello che all’apparenza potrebbe sembrare il tipico teen movie con propensione per il drammatico, viene prontamente smentito da un film maturo e pieno di citazioni colte che si rivolge sì ai più giovani, ma che riesce a coinvolgere allo stesso modo anche il pubblico adulto. Paragonarlo a Colpa delle Stelle, ultimo grande successo di questo genere, è più che lecito, sia per la difficile tematica della malattia, sia per quel modo quasi spensierato di elaborare il lutto.

Eppure, anche l’inedito Now is Good di Ol Parker o Restless di Gus Van Sant, sono dei chiari ma preziosi esempi di come questi cancer movie parlino con un linguaggio universale, nonostante i protagonisti siano degli adolescenti. Quel fantastico peggior anno della sua vita, però, aggiunge un qualcosa in più. Siamo, infatti, introdotti nel mondo di Greg grazie alla sua voce narrante che ci accompagna nella sua vita, nella sua difficoltà a relazionarsi con i compagni e nella sua paura di crescere.

Quel disadattamento tipico nell’età adolescenziale, quel sentirsi diversi che emoziona e coinvolge ancora di più, come già successo con il cult Noi siamo infinito di Stephen Chbosky o con L’arte di cavarsela di Gavin Wiesen. Tutti film intensi che lasciano il segno, ricordandoci che la vita a quell’età non è solo la scelta del college o il ballo di fine anno, ma che è tanto difficile e ingiusta anche per loro. Solo che la vivono fino in fondo, sempre con il sorriso e con quella voglia pazza e spensierata di non arrendersi mai. Messaggio che vale per chiunque, non solo, quindi, per gli “young adult”. E ce lo ricorda anche Greg in Quel fantastico peggior anno della vita, dove l’ironia e il cinismo si mescolano perfettamente alla drammaticità della storia. Però vi avverto, i pacchetti di fazzoletti servono comunque.

Martina Farci




Il Piccolo Principe – il film

Il 1 Gennaio 2016 uscirà al cinema in tutte la sale italiane il “Piccolo principe”, cartone d’animazione diretto da Mark Osborne e tratto dall’omonimo e famosissimo libro. Tutto ebbe inizio otto anni fa, quando i produttori francesi hanno avuto il via libera dalla Fondazione del patrimonio Saint-Exupéry per poter procedere alla realizzazione di questo ambizioso progetto. Il libro è riuscito a conquistare il cuore di tutti proiettandoci in un universo del tutto nuovo e abitato da strani personaggi, ognuno con un significato ben preciso. Ciascuno di noi, a modo suo, ha instaurato un legame forte e personale con il protagonista, un bambino dai capelli color dell’oro che vive su un piccolo asteroide insieme alla sua rosa.

Il film d’animazione non racconta, però, semplicemente la storia che noi tutti conosciamo, ma mostra il racconto dal punto di vista di una bambina che vive la propria vita in modo rigido, programmato e freddo… Proprio come un’adulta. Una bambina troppo matura per la sua età, abituata dalla madre a vivere programmando il proprio futuro, senza pensare mai al presente o avere tempo per giocare con gli amici. L’incontro con il nuovo vicino di casa, un “bizzarro” (per citare qualche parola del film) aviatore, le farà scoprire l’importanza di essere piccoli. Attraverso la storia del Piccolo Principe la protagonista riscoprirà il proprio “bambino interiore”, quello che la maggior parte degli adulti dimenticano crescendo.

Le scene tratte dal libro vengono realizzate in stop motion, un bellissimo omaggio che tanto ricorda i disegni originali di Exupéry. Insieme alla bambina riviviamo i momenti più belli della storia: dalla rosa sotto una campana di vetro, all’incontro con l’uomo d’affari, al segreto della volpe. E’ difficile essere all’altezza di un capolavoro del genere, così ricco di sensibilità. Nonostante l’estensione della trama, il film riesce bene nel suo intento e evidenzia i due grandi insegnamenti che la storia vuole trasmettere: il primo è che l’essenziale è invisibile agli occhi e il secondo è che non bisogna mai dimenticare il bambino che c’è in noi (che attenzione, non significa non diventare adulti!). Grazie alla creazione di una società indipendente è stato possibile sviluppare un progetto senza vincoli. In questo modo riscopriamo di stupirci di nuovo per un aquilone che vola nel cielo o nel guardare le stelle la notte , immaginando che in una di esse ci sia un piccolo bambino che si prende cura della propria rosa vanitosa.

tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano




Io e lei

Il nuovo film di Maria Sole Tognazzi “Io e lei” è una commedia sentimentale che racconta di una normale coppia, quella di Marina e Federica, due donne adulte dal carattere molto contrastante. Marina è solare, libera e fresca, da sempre consapevole della propria omosessualità. Federica è fredda e seriosa, ma ricca di fascino. Marina è stata la prima donna di cui Federica si è innamorata. I tempi cambiano, così come accade alla protagonista di questa storia. Il suo rapporto, stabile ormai da cinque anni, sta subendo una svolta: la storia d’amore entra in crisi, come capita spesso a molte coppie. Federica è insicura e la sua vita si riempie di domande. Non sa più chi ama, non capisce più chi è. Ha paura, ma paura di cosa? Non si tratta del timore del giudizio altrui, ma della paura di lasciarsi andare completamente e di amare, una paura comune e che in molti capita di avere.

La quotidianità delle scene, i problemi che affliggono prima o poi qualsiasi rapporto, le battute, la libertà di amarsi: tutto parla chiaro. Una coppia come quella di Marina e Federica non è altro che come una qualsiasi altra coppia. Non esistono differenze.

Come dichiara la regista, il film si concentra più sull’ordinarietà della storia d’amore che sulla straordinarietà delle due fidanzate. Infatti, la normalità è la vera essenza di questa commedia che ha come protagoniste donne forti e autonome, capaci e consapevoli di compiere scelte importanti. Si tratta di donne libere e indipendenti.

L’omosessuale -o come meglio preferisce dire la Ferilli “omosentimentale”- non è più solo un personaggio comico o una novità, ma una semplice persona che vive la propria vita quotidiana come qualsiasi altra, tra gioie e difficoltà.

Il film si pone in un periodo in cui il tema dell’omosessualità viene spesso affrontato, cercando di dare non solo il proprio contributo in questa battaglia per il riconoscimento di uguali diritti ma di rappresentare anche un valore aggiunto. Quest’ultimo viene racchiuso nella credibilità di tale divertente commedia, la quale ci spinge a non accorgersi più che la coppia in questione è composta da due donne.

“Io e lei” è uno tra i primi film italiani a parlare dell’omosessualità femminile e di per sé rappresenta una grande novità. Il ruolo delle due protagoniste calza a pennello alle attrici Sabrina Ferilli e Margherita Buy, tra le quali non solo vi è molta complicità ma anche la capacità di compensarsi l’una con l’altra.

Il film, che uscirà il 1 ottobre nelle sale italiane, mette in risalto non tanto il valore politico a cui si ispira quanto l’amore vero e proprio di una semplice coppia che cerca di rincorrere la felicità.




L’addio di Claudio Caligari, la bellezza di Danish Girl

Come promesso, eccomi a parlarvi dei film visti finora alla 72.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Quando ormai ci stiamo avvicinando alla conclusione del festival, è possibile trarre i primi bilanci, tra delusioni, conferme e sorprese. Solo una premessa: giusti o sbagliati che siano, i miei giudizi sono dettati dal cuore e da quello che i film mi hanno trasmesso nel corso della proiezione o che mi hanno lasciato dentro una volta terminato.

Perché dovute sapere che, ad un festival, durante le preziose pause caffè, i pareri discordanti su un film sono all’ordine del giorno. Quindi ormai ci rinuncio: vado avanti per la mia strada e basta. Chi è d’accordo bene, altrimenti va benissimo lo stesso. Detto questo, sono pochi i film che mi hanno particolarmente colpita in tutto e per tutto. Uno di questi è sicuramente The Danish Girl di Tom Hooper con Eddie Redmayne e Alicia Vikander, tanto emozionante quanto delicato, sia nella regia che nelle interpretazioni.

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Convincente, poi, El Clan di Pablo Trapero, che racconta la vera storia della famiglia Pucci, la quale, nell’Argentina degli anni ottanta, rapiva delle persone a scopo economico. A strappare applausi a scena aperta, però, ci hanno pensato Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson e 11 Minutes di Jerzy Skolimowski. Il primo è l’unico film d’animazione presente in concorso, ed è una favola agrodolce per soli adulti, il secondo racconta 11 minuti di dieci personaggi diversi, legate da una concatenazione di eventi, in un finale inaspettato e punto forza del film, grazie ad un effetto domino straordinario. Sperimentale, poi, il nuovo lavoro di Aleksander Sokurov, Francofonia, che ci porta all’interno del Louvre, tra passato e presente, arte e storia.

Gli italiani, invece, finora sono stati rappresentati da A Bigger Splash di Luca Guadagnino, Sangue del mio Sangue di Marco Bellocchio e L’Attesa di Piero Messina.  I primi due si sono rivelati al di sotto delle aspettative, nonostante il cast del primo (Ralph Fiennes, Tilda Swinton, Dakota Johnson e Matthias Schoenaerts) e la trama intrigante del secondo, mentre il debutto cinematografico di Piero Messina ha sorpreso proprio per la maturazione mostrata, supportato anche da una bravissima Juliette Binoche.

Questi, finora, i film in concorso particolarmente degni di nota, a cui vanno aggiunti i già citati Beats of No Nation di Cary Joji Fukunava, Marguerite di Xavier Giannoli e Equals di Drake Doremus. Una menzione speciale, però, va fatta anche a Non essere cattivo, il film postumo di Claudio Caligari, presentato fuori concorso e vera rivelazione del festival, a Tanna, presentato alla Settimana Internazionale della Critica, e al documentario di Jake Paltrow e Noah Baumbach su Brian De Palma, presente al Lido anche per ritirare il premio Jaeger-LeCoultre. Ora ci aspettano le ultime proiezioni e i primi responsi, scommesse già iniziate.