Monday, February 6, 2023

ISOLA TIBERINA: le origini e la vocazione medica nel segno di un dio

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L’Isola Tiberina delle origini e la vocazione medica nel segno di un dio

 

Uno degli scorci romani più rappresentati, in disegno, pittura, fotografia, video, è la famosa Isola Tiberina.

Tra storia e leggenda, essa s’impone nell’immaginario comune per la sua insostituibile funzione scenografica.

Ma salta anche all’occhio di ogni osservatore la sua posizione strategica di guado naturale del Tevere.

 


isola-tiberina.-foto da-RomanoImpero.

 

Grazie a tale posizione, l’isola costituì il luogo dei primi rapporti commerciali che favorirono la nascita di Roma.

 

 

La forma di una nave

L’isola prende il nome dal suo fiume, che prima di chiamarsi Tevere, ebbe nomi antichissimi, come Albula, Serra, Tarentum, Coluber, Rumon e infine Tiberinus, che deriverebbe dal nome del figlio di Ascanio e nipote di Enea che qui sarebbe morto.

 

Isola Tiberina. Foto da Vistanet

 

La forma dell’isola è rastremata e snella, lunga 300 metri e larga 80 metri.

Una leggenda narra che l’isola sia sorta sui resti di una nave lì affondata, tra le tante imbarcazioni che anticamente risalivano il corso del fiume per raggiungere dal mare le genti dell’interno, portando le merci più varie.

Proprio per questo in tempi storici le fu data la forma di una nave: i fianchi furono rivestiti di travertino, mentre da un lato c’era la prua e dall’altro la poppa di una nave.

Di questa risistemazione oggi restano pochi resti, molto suggestivi in verità.

Secondo un’altra leggenda, nel 509 a.C., cacciato l’ultimo re, Tarquinio il Superbo, il popolo romano gettò qui le messi dell’Ager Tarquiniorun, covoni di grano sottratti ai possedimenti che i Tarquinii, ormai decaduti, avevano presso il Campo Marzio.

Intorno a questa massa di covoni si sarebbe sviluppata l’isola, che divenne tanto alta da favorire successivamente la conservazione dei cereali in appositi magazzini.

 

La prima menzione dell’Isola Tiberina

 Nonostante l’antichità della frequentazione, stranamente, la prima menzione dell’isola sui documenti antichi risale solo al 292 a.C.

Fu in occasione di una terribile peste a Roma.

Vennero consultati i Libri Sibillini, testi oracolari di antichissima origine.

Seguendo l’oracolo, fu inviata una delegazione in Grecia, a Epidauro, sede del culto di Esculapio, il cui nome greco era Asclepio.

Al ritorno, la nave con la delegazione riportò dalla Grecia un serpente sacro al dio.

All’arrivo, il serpente si tuffò prodigiosamente nel fiume e strisciò sull’isola.

L’evento venne interpretato come la sacra scelta di Esculapio: l’Isola doveva diventare il suo santuario medico a Roma.

Venne così realizzato e dedicato un tempio con un grande porticato e una vasta area santuariale.

 

Isola Tiberina. Foto da Flickr

 

 

Il Santuario di Esculapio

Il Santuario era un vero e proprio centro di cura.

Entro il porticato venivano curati e assistiti gli ammalati, che venivano accolti quale che fosse la loro provenienza.

Tra le cure più comuni si praticava l’idroterapia, facendo bere ai malati un’acqua acidula salutare, grazie probabilmente a una fonte presente sull’isola.

L’altra cura tradizionale era l’incubatio, ovvero la cura del sonno.

Finora gli archeologi non hanno rinvenuto alcuna traccia del santuario, di cui parlano abbondantemente le fonti letterarie.

Probabilmente il tempio si estendeva nel luogo ove ora sorge la chiesa di San Bartolomeo all’Isola.

Nella chiesa è conservato un pozzo medievale, forse riconducibile all’antica sorgente di Esculapio.

Molti buoni motivi sostennero la scelta antica di questo luogo per il culto medico: l’isola si trovava fuori dalle mura ed era quindi adatta a ospitare un culto straniero e a curare malati anche stranieri, anche schiavi.

La presenza di una sorgente assicurava abbondante acqua corrente.

La posizione favoriva l’isolamento in occasione di epidemie.

 

I ponti e la vocazione medica

I primi ponti di accesso all’isola furono realizzati in tempi storici, prima in legno, poi in muratura.

Oggi si giunge all’Isola Tiberina attraversando il Ponte Cestio o il Ponte Fabricio, carichi di storia e di aneddoti.

E incredibilmente si perpetua sull’isola l’originaria vocazione medica attraverso il famoso e stimato Ospedale Fatebenefratelli!

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