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Guerra degli ombrelloni in spiaggia per il posto in prima fila

By Stefania Piumarta on 26 Agosto 2021
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Guerra degli ombrelloni in spiaggia per il posto in prima fila

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Quanto è bella la spiaggia libera

 

Quando arriva l’estate è normale, lungo tutta la nostra penisola, assistere alla triste corsa nelle spiagge libere per l’occupazione dei posti migliori in prima fila, giusto in riva al mare.

Tutto normale, in fondo! Non desideriamo tutti poterci sdraiare sereni avendo avanti a noi nient’altro che il panorama del mare, le onde che vanno e vengono sul bagnasciuga senza doverlo intercettare tra i tanti ombrelloni, le sagome di gonfiabili grotteschi, secchielli e palette abbandonate, tende e le silhouette di decine di persone?

Desiderio lecito e legittimo. La spiaggia è libera e tutti i cittadini hanno il diritto di occuparne un’area per godersi il sole e il relax.

Già, la spiaggia libera è di tutti fino a quando non si incorre nei soliti furbetti, e non solo quelli della domenica.

Parlo di quei furbetti che scendono quatti quatti alle 6,00 del mattino, quasi sempre si tratta dei più anziani del nucleo familiare, che arrivano in spiaggia, piantano l’ombrellone, sdraio e lettini in prima fila per poi rientrare a casa tornare con il resto della ciurma alle 10,00.

Che sono poi gli stessi che, arrivata l’ora del pranzo, non fanno altro che chiudere il loro ombrellone, preservarlo nella loro custodia e lasciarlo lì impalato in bella mostra per dichiarare a tutti che quel posto è il loro e che nessuno deve avere lo stesso diritto di godersi la spiaggia libera in prima fila.

Eppure la legge parla chiaro. Occupando con ombrelloni e sdraio la spiaggia libera si incorrere nel reato di Abusiva occupazione di spazio demaniale come cita l’articolo 1161 del Codice della Navigazione che dichiara: “Si prevedono sanzioni per chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali e ne impedisce l’uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate ovvero non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo o agli aeroporti.”

Purtroppo la legge non parla chiaro riguardo al lasciare momentaneamente la propria attrezzatura durante la pausa pranzo e non è facile, in fondo, appurare se gli occupanti di quell’area non si siano allontanati solo per fare colazione, un bagno o una passeggiata. Si sa con certezza che non è autorizzato lasciare attrezzature incustodite dalle ore 20,00 fino alle 6,00 del mattino. In pratica, niente ombrelloni incustoditi durante la notte, lasciando il giorno al libero arbitrio dei cittadini e il controllo alle forze di polizia comunale.

Onde per cui, ecco che i soliti maleducati si sentono in diritto di occupare uno spazio della spiaggia libera e di difenderne i confini fino al calar del sole.

Non è difficile incappare in belle litigate tra coloro che, tornando alla loro postazione dopo la pausa pranzo, trovano un invasore che si è posizionato vicino vicino alle loro attrezzature non permettendone l’apertura e, peggio ancora, avendo in qualche modo oltrepassato quei confini immaginari che il furbetto pensava di aver conquistato. La stessa cosa può accadere la mattina presto, solo che, troppo spesso, per non rovinarsi una meritata giornata al mare, per evitare di litigare e di farsi il sangue cattivo, la maggior parte della gente con un po’ di buon senso, accetta di vedersi occupata la spiaggia da impavidi maleducati e accetta di stendersi al sole, dietro, molto dietro, ma almeno in santa pace.
Alla fine questi furbetti hanno la meglio perché la gente di buon senso ha altro a cui pensare che perdersi dietro a questi trogloditi.

Ma che fine ha fatto il minimo senso civile tra essere umani? Qual è il ragionamento attraverso il quale un individuo si sente in diritto di voler essere l’unico ad usufruire della prima fila in spiaggia?

Che poi, a dirla tutta, un modo affinché quel diritto sia insindacabile, c’è perché basterebbe pagare ombrellone, lettini e, quando ci sono, anche il servizio di cabina, in uno stabilimento balneare e per tutto il periodo in cui si paga, si ha la certezza che quel posto è tuo. Giusto, lo hai pagato!

Ma se vieni in spiaggia libera, piccolo individuo maleducato e incivile, non fare il furbetto mandando il più anziano in avanscoperta per prendere un posto che appartiene a tutti.
Non mettere i confini su qualcosa che appartiene a tutti.
Non fare come i cani che delimitano la propria zona lasciando gocce di pipì.

Comportati da essere umano e goditi con tutti gli altri, il piacere di una giornata al mare e, se hai dormito un po’ di più, accetta di buon grado di non essere il primo della fila.

 

 

Foto di Ben Kerckx da Pixabay

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