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50 anni dalla morte di Jim Morrison, che visse una vita spericolata

By Marta Fortunati on 3 Luglio 2021
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50 anni dalla morte di Jim Morrison, che visse una vita spericolata

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Il 3 luglio di cinquant’anni fa, a Parigi, moriva per overdose da eroina Jim Morrison, leggenda del rock, poeta e frontman dei Doors.

A soli 27 anni venne trovato in fin di vita nel suo appartamento parigino dalla compagna Pamela Courson, e questa tragica scomparsa contribuì a creare il mito dell’‘angelo ribelle’ che tuttora vive.

La sorella Anne per l’occasione ha di recente pubblicato il libro “The collected works of Jim Morrison” uscito negli Stati Uniti: una raccolta di opere complete del poeta rock provenienti da 28 diari che Jim  aveva riempito con poesie, parole, testi per canzoni, assieme ad un documento intitolato ‘progetto per un libro’.

Nel volume vengono riportati anche gli ‘atti indecenti’ durante un concerto in cui Jim mostrò le parti intime dal palco e che gli portarono una condanna a sei mesi con il rilascio su cauzione, che però non portò mai a una pena detentiva in quanto morì prima, e che ricordava in una poesia: “C’era una volta un gruppo chiamato i Doors che cantavano il loro dissenso per la morale vigente/Protestavano perché erano giovani/ Come hanno attestato i testimoni/Mentre il loro leader si calava le braghe…”. Testimone della rivoluzione culturale del suo tempo, quella dei movimenti giovanili che lottavano per la libertà e per i diritti civili, Morrison provocava, se ne fregava delle etichette pur non essendo impegnato politicamente, ma ‘impegnato’ a contrastare l’ordine costituito attraverso il suo narcisismo sfrenato, distruttivo e aggressivo che faceva della sua band un gruppo musicale di nicchia.

La rivoluzione della musica dei Doors passa attraverso molte sperimentazioni più o meno esagerate e particolari: avevano eliminato il basso, che il tastierista ben sostituiva con il piano, e ridotto i testi delle canzoni, che ben rappresentavano la ‘velocità’ delle loro vite. Jim Morrison è sepolto nel cimitero parigino Père-Lachaise, il più grande cimitero della capitale francese che accoglie ogni anni oltre tre milioni e mezzo di visitatori, assieme ad altri personaggi famosi come Oscar Wilde, Chopin, Modigliani, Balzac e Auguste Comte. La sua tomba, pellegrinaggio quotidiano di fan, riporta un’iscrizione in greco con su scritto “kata ton daimona eaytoy”, fedele al suo spirito.

 

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