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Plastica addio: è in arrivo la pellicola “veneta” per i cibi fatta dalle api

massimiliano villani By massimiliano villani on 5 Settembre 2019
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La notizia in realtà è di inizio 2019, ma non è stata molto condivisa e nemmeno passata da radio, tv o giornali.

Un’ idea ecologica, originale, alternativa: una pellicola di cera d’api, portata in Italia da una cooperativa di Castelfranco Veneto, costituita da materiale ecologico 100% naturale.

Ecco la sua composizione: fibra di cotone, olio di jojoba e cera d’api, che a differenza della pellicola trasparente di plastica, non inquina e può essere riutilizzato un centinaio di volte per singolo foglio.

“Apepak”, questo il nome del prodotto innovativo, è fatto di cotone biologico certificato Global Organic Textile Standard, o riciclato dagli avanzi dei laboratori tessili italiani; dalla cera d’api, da resina di pino e da olio di jojoba, forniti da apicoltori e aziende italiane.

Un’idea già diffusa a livello internazionale, che sta spopolando sui social e che è stata ripresa nella sua versione italiana dalla Cooperativa sociale italiana “Sonda”.

Apepak è come un panno di cotone, modellabile e resistente ad unto e perdite, così da poter essere utilizzato per ricoprire gli alimenti, è riutilizzabile e alla fine del suo ciclo di vita non inquina: è traspirante e permette quindi che il contenuto avvolto respiri.

Risulta quindi ottimo per i prodotti come pane e prodotti di panificazione che temono l’umidità; ma anche per frutta e formaggi, che rimangono freschi ed in buone condizioni nel tempo.

Qual è il risparmio ambientale che si ha utilizzando Apepak?

La pellicola 100% naturale sostituisce gli involucri usa e getta di carta, plastica e alluminio, facendo risparmiare 9 kmq di involucri di plastica all’anno; facendo remunerare 30 minuti di lavoro di un socio svantaggiato della Cooperativa sociale onlus Sonda e 3 giorni di lavoro di api da miele italiane; facendo sostenere l’agricoltura di cotone biologico e dando nuova vita agli avanzi dei laboratori tessili italiani.

Questa brillante idea è pertanto non solo quella di creare un prodotto completamente ecologico e ad impatto zero per l’ambiente, ma anche quella di inserire e dare lavoro a persone in difficoltà.

Come infatti si legge direttamente dal sito www.apepak.it “Apepak nasce dalla voglia di accelerare il cambiamento culturale” andando da “una cultura usa e getta verso la cultura del riutilizzo e dello zerowaste”, cercando di risolvere il problema dell’inquinamento della plastica e “secondariamente la tutela delle api e, infine, promuovere l’inclusione sociale dando lavoro a disabili e persone con problematiche psico-sociali”.

Come usare Apepak? Molto semplice.

Si avvolge il cibo nella pellicola naturale, si sigilla il pacchetto attivando la cera d’api con il calore delle mani e si ripone, se necessario, anche nel frigo.

E per la sua manutenzione, basta stendere Apepak nel lavandino, strofinare leggermente con una spugna e sapone naturale oppure aceto: poi si passa al risciacquo, si stende, si asciuga e si è pronti per un nuovo utilizzo.

Apepak è certificato per il contatto con il cibo ed è possibile usarlo anche in ambienti professionali: è l’unico involucro in cotone e cera d’api ad avere la certificazione MOCA e HACCP a differenza degli altri produttori che si avvalgono della certificazione americana, molto meno stringente, FDA.

Insomma, un’alternativa ecologica da valutare attentamente: piccoli gesti per cambiare in meglio la nostra vita!

massimiliano villani
massimiliano villani

Nato a Napoli, cresciuto a Roma e residente a Pomezia ormai da più di dieci anni, mi occupo da sempre di comunicazione e sono convinto che l'impegno civico, unito all'amore per il proprio territorio, possa essere un grande stimolo alla crescita di una collettività partecipe e consapevole

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