Friday, July 19, 2019

I giovani chiedono un mondo più pulito

Avatar By Marta Fortunati on 19 Aprile 2019
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È venuta a Roma per parlare del surriscaldamento globale, Greta Thunberg la giovane attivista svedese che da mesi, ogni venerdì, sciopera trascinando oramai centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo in nome del clima e che il 19 aprile, insieme alle ragazze e ai ragazzi di ‘Fridays For Future’, sarà in piazza del Popolo, dove sarà allestito un palco a pedali che fornirà l’energia all’impianto grazie a 120 biciclette che animeranno un generatore. In programma, oltre all’intervento di Greta e di altri protagonisti della protesta, sono previsti contributi artistici e musicali fino alle ore 14,00. Lo slogan sui social, che l’ha accompagnata in questi ultimi tempi, #fridayforfuture, ha coinvolto numerosissimi giovani di tutto il mondo: la sua protesta, iniziata  davanti al parlamento svedese con un cartello con su scritto ’Sciopero scolastico per il clima’, si è poi allargata a tantissimi altri giovani, minacciati dal mondo nel quale stanno crescendo e per la situazione in cui si trova il Pianeta.

La giovane svedese afferma due cose riguardo alla sua lotta a favore del clima: ‘Dovremmo essere più responsabili del casino che abbiamo creato’ e ‘Dovremmo arrabbiarci di più’. E sono proprio la rabbia e la paura che hanno spinto Greta e gli altri a manifestare per cambiare le nostre abitudini e salvaguardare il clima: facendo pressione su molte industrie e multinazionali, per incrementare e sostituire i loro prodotti con materiali naturali, a basso impatto ambientale, e favorire la crescita economica senza stravolgere habitat o devastare territori.

Il cambiamento climatico è una realtà che si aggrava sempre di più, con conseguenze negative sull’ambiente e sulla vita dell’uomo:  picchi di siccità e glaciazione mai osservati prima, alluvioni sempre più frequenti ed incendi boschivi in aumento. Tra le cause di questi sconvolgimenti c’è l’incuria umana nei confronti del Pianeta, il grande consumo di combustibile fossile, ma anche il largo ed eccessivo uso della plastica. Numerose ricerche hanno registrato e monitorare la quantità di gas serra prodotta dalle città e dalle grandi industrie, constatato il danno ambientale marittimo, ed evidenziato il pericolo di estinzione per quanto riguarda le barriere coralline, che stanno subendo il processo di sbiancamento. L’inquinamento dei mari è dato dall’enorme quantità di rifiuti plastici e non biodegradabili presenti nelle acque che finiscono poi, tra l’altro, anche negli stomaci dei grandi cetacei o diventano vere e proprie trappole per le specie ittiche.

Tanti sono stati i tentativi intrapresi dall’uomo per diminuire l’impatto ambientale. In alcune città d’Europa, per esempio, è stata interdetta la circolazione alle automobili non elettriche, sono stati incrementati i servizi pubblici, realizzate piste ciclopedonali e costruito abitazioni con impianti ad impatto zero o quasi. Oltretutto la gestione dei rifiuti, laddove i cittadini seguano le norme indicate dai comuni, è regolata dal sistema della raccolta differenziata.

Ma per fare la vera ‘rivoluzione’ ambientale bisogna partire dall’infanzia, per rendere i cittadini, fin da piccoli, più consapevoli e più informati per un ambiente migliore in cui vivere.

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