Sunday, December 16, 2018

Dagli ultimi studi Ipsad ed Espad Italia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa sul gioco d’azzardo risulta che nel 2017 hanno giocato almeno una volta oltre 17 milioni di italiani rispetto ai 10 milioni del 2014. Fra questi oltre un milione sono adolescenti dai 15 ai 19 anni. Il 33,6% di adolescenti in Italia tenta la sorte con il ‘Gratta&Vinci’ che risulta essere il gioco più diffuso sia tra adulti che tra under 18, seguito da Lotto e SuperEnalotto e dalle scommesse sportive che raggiungono il 28%: le ragazze prediligono il ’Gratta&Vinci’, mentre i ragazzi le scommesse sportive.

Molto spesso genitori e insegnanti non riconoscono i segnali lanciati dai giovani a rischio. Per aiutarli, il dott. Roberto Averna dell’Unità di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha realizzato un vademecum (scaricabile dal sito http://www.ospedalebambinogesu.it/home) finalizzato ad individuare il fenomeno e ad approfondirlo: a genitori ed educatori si suggerisce di prestare attenzione al calo delle performance scolastiche; all’eccessivo assorbimento verso un determinato gioco;  alle ridotte capacità di controllo sulla quantità di tempo dedicata al gioco e all’insorgenza di condotte fino a quel momento considerate inusuali come, ad esempio, mentire e/o rubare. Dall’indagine emerge anche che poco più della metà dei ragazzi è convinto che sia possibile diventare ricchi se si è bravi al gioco: 61,5% per il poker texano, 36,3% per le scommesse sportive, 16,7% per il Bingo e 1,5% per le slot machine. La maggior parte di loro spende in media 10 euro al mese ed uno su dieci ignora che in Italia sia illegale giocare d’azzardo per gli under 18. Gli studenti che hanno giocato online sono circa 200 mila, soprattutto utilizzando lo smartphone: il 57,6% riferisce di essere in pari, il 27,3% di avere vinto e il 15,1% di aver perso.

L’aumento dell’uso del computer e dei mezzi tecnologici degli ultimi tempi ha accresciuto l’allarme per il gioco d’azzardo non solo per gli adolescenti, ma anche per i giovanissimi come rivela un’indagine condotta dall’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss): il 20% di bambini e adolescenti italiani fra i 10 e i 17 anni frequenta centri scommesse, Bingo e sale con slot-machine, e il 25% dei bambini tra i 7 e i 9 anni usa la paghetta per ’Gratta&Vinci’ e lotterie!

La ludopatia, disturbo del comportamento che l’Associazione psichiatrica Americana (Apa, American Psychiatric Association) ha classificato tra i disturbi del controllo degli impulsi, è una condizione grave che può arrivare a compromettere lo stile di vita non solo dell’individuo con la patologia, ma anche dei propri familiari. Le cause della ludopatia non sono note in quanto è un disturbo che ha a monte altri disagi, sia dell’individuo che ne soffre sia della società nella quale vive e si rapporta: le più comuni sono la presenza di disturbi comportamentali e dell’umore, e uso e abuso di sostanze psicotrope.

Da non sottovalutare poi che la compulsione nel giocare d’azzardo è legata anche al contesto socio familiare dove la persona è inserita in quanto, se c’è una discreta familiarità con il gioco, è più facile sviluppare una patologia fin da giovani. Non vanno inoltre dimenticate le innumerevoli sale slot e scommesse dove sono quasi nulli i controlli dei documenti d’identità da parte degli esercenti.

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