Thursday, March 21, 2019

Pomezia è una città adulta, buon lavoro sindaco

By Teresa Faticoni on 5 Luglio 2018
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Pomezia è una città adulta.

Ha scelto per se stessa, senza cedere al fascino delle rivoluzioni facili. Ha scommesso sulla propria pelle e ha vinto.

Con un sindaco giovane ma non inesperto, consapevole del passato al quale concede lo spazio giusto senza fanatismi, del presente che legge come solo un inizio e del futuro sul quale ha deciso di mettere la posta più grande.

Adriano Zuccalà è sindaco di una città matura e adulta. E ha una responsabilità enorme. Perché gli scorsi cinque anni sono stati quelli dei piccoli passi: piccoli interventi per rendere migliore la qualità della vita. Adesso comincia l’era delle innovazioni e bisogna portare a casa il risultato grande: rendere la città aperta, fruibile, giusta e piena di cose da fare. Ha detto che Torvaianica e bilancio sono le sue priorità. Le scelte giuste: nelle pieghe del bilancio si fa la città, con i soldi a disposizione si pensa alle scuole ai servizi sociali e alla programmazione. Nella sabbia del litorale si costruisce una città diversa, caratterizzata da tutti i suoi elementi e non solo da una parte, da una immagine, da un pregiudizio. Pomezia è tutto, e niente e nessuno deve rimanere indietro

Una città che negli anni è stata terra di frontiera e che qualcuno voleva condannare a terra di mezzo, e dove si poteva andare a pescare tanto si era sicuri di portare a casa la nassa piena.

Adesso no, Pomezia è una città che sceglie per sé e per i suoi figli. E non a caso il cambiamento viene da cittadini della generazione di mezzo: non i settantenni che hanno fallito la rivoluzione del ’68 in tutte le sue salse, non dai ragazzini ambiziosi cresciuti a pane e internet. Il cambiamento viene da una generazione che lavora, che studia, ha i figli e sa cosa vuole. Un vero laboratorio politico dell’Italia nuova e operosa

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