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La violenza sulle donne: che squallido cliché! Quando essere donna è un handicap.

Avatar By Redazione on 10 Febbraio 2014
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La violenza sulle donne: che squallido cliché! Quando essere donna è un handicap.

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Tre anni di violenza, dei figli da proteggere, percosse, denti rotti, lividi.

Il trucco, le scale, la porta, sono inciampata, sono distratta.

La banalità di scuse vecchie come il mondo, parte di quel cliché che è la violenza sulle donne.

Già un cliché. Perché ci si aspetterebbe che fosse solo questo ormai, uno squallido cliché, non la realtà. Una donna maltrattata dal compagno ormai ha il sostegno della legge, delle autorità , è tutelata da associazioni, gruppi, trova il conforto che le serve per uscire da un tunnel che, si sa, è spesso troppo lungo per essere affrontato da sole.

Perché una donna maltrattata è prima di tutto una donna debole, persa, spesso plagiata, una donna che ha già vissuto questo incubo nella famiglia che l’ha cresciuta, una donna insultata, derisa, vilipesa, una VITTIMA. E le vittime lo stato le protegge……..

E invece no.

Una donna che subisce violenza dal compagno, dal marito, da chi le ha giurato amore eterno, è sola, tremendamente sola!

E’ impressionante scoprire che in un’epoca in cui si sbandierano proclami antiviolenza come fossero ovvietà, quella donna, ferita e impaurita, subisca l’umiliazione di quelle forze dell’ordine che la dovrebbero proteggere, lei e i suoi figli, dal mostro. Uomini che non riescono ancora una volta a comprendere, che di nuovo tradiscono la fiducia di una donna già provata, che la ributtano in quel tunnel da cui lei cerca duramente di trascinarsi fuori.

Allora resta il sostegno di altre donne, volontarie, assistenti sociali, consiglieri comunali, una rete civica che supplisce a quel vuoto istituzionale assordante. Una mano sostiene, l’altra accarezza, qualcuno medica le ferite, insieme, la accompagnano in un cammino lungo e difficile, pieno di cadute, che non sempre porta verso la luce.

La mia speranza è che siamo bastate a questa donna, la mia speranza è che la prossima, perché c’è sempre una donna violata, venga accolta da quegli “uomini di legge” che oggi non hanno saputo sostenere e proteggere , ma solo deridere e minimizzare.

Perché a poco o nulla servono le mani amorevoli di tanti, se la “legge” non è dalla loro parte.

Perché una donna svilita è destinata a rimanere vittima e la nostra comunità, la nostra società, non ha bisogno di un’altra vittima, ha bisogno di quella donna, di quella madre che un uomo violento ci ha rubato.

Facciamo in modo che questa città sappia difendere le sue donne.

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