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Con il fiato sospeso – non si può morire di Università

By Redazione on 10 Febbraio 2014
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Con il fiato sospeso – non si può morire di Università

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Questo film dà anche un altro punto di vista, il punto di vista di chi ‘va alla guerra’ e trova la morte per una passione. Sì, è vero, ci sono dei vertici che ti schiacciano, ti tradiscono, però c’è un esercito di persone, che poi sono quelle che abbiamo conosciuto e ci hanno accolto in questi laboratori, persone che dalla mattina alla sera fanno della loro vita universitaria una ragione di esistere”.

Cosi Alba Rohrwacher racconta con la sua straordinaria sensibilità artistica e militante quello che è stato “Con il fiato sospeso“, mediometraggio di Costanza Quatriglio presentato con straordinario successo a Venezia 2013.

Tutto nasce dalla notizia dell’apposizione dei sigilli ai laboratori di chimica della facoltà di farmacia dell’Università di Catania per sospetto inquinamento ambientale (processo ancora in corso ) a seguito di un diario denuncia scritto da Emanuele Patanè, un dottorando morto per un tumore che si prospetta causato dalle esposizioni ai locali insalubri e senza protezione dei laboratori.

Il film scorre su due binari, il documentario che indaga e la narrazione di Stella, che in una sorta di intervista-confessione ripercorre gli anni dello studio in facoltà, gli esperimenti la bellezza della chimica e la faccia cattiva e senza appello della malattia contratta.

Un atto d’accusa mai urlato, un film delicato eppure potente. una colonna sonora suonata dal vivo dai Black Eyed Dog che sono l’unico mezzo con cui la bravissima regista (già premiata per Terramatta con il Nastro D’argento 2013 per il documentario ) alza la voce a difesa di questi ragazzi contaminati e abbandonati da tutti.

Su tutto poi l’interpretazione immensa di Alba Rohrwacher che restituisce picchi di drammaticità narrativa che penetrano, scavano e indignano nella loro dolce fermezza.

Un film che è una scelta etica, un atto d’amore verso quei giovani ricercatori e studenti traditi per incuria e inefficienza nel momento in cui stavano diventando risorsa del paese.

Dietro le parole, le lacrime e i sorrisi amari di Stella si cela l’amara sconfitta dei sogni di tutti gli studenti di quella facoltà a cui il film è dedicato.

Un film questo che commuove per i temi e la spietata denuncia ma che è anche girato in maniera perfetta, un tocco cinematografico sapiente e geniale quello di Quatriglia, fotografia montaggio e direzione perfetta, che lascia prevedere grandi orizzonti futuri.

http://conilfiatosospeso.it/

Con il fiato sospeso – interpretato da Alba Rohrwacher, Gaetano Aronica, Anna Balestrierie con la voce di Michele Riondino. – Regia di Costanza Quatriglio.

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