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“Un fantastico via vai” …e non chiamatelo Cine-Panettone…

Avatar By Redazione on 13 Dicembre 2013
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“Un fantastico via vai” …e non chiamatelo Cine-Panettone…

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Si era un po’ perso Leonardo Pieraccioni in questi anni alla ricerca di quel tocco magico, di quel “Ciclone” comico dei primi anni della sua carriera di regista.

Troppe sono state infatti le “stecche” che hanno costellato le ultime uscite del talento toscano, come se il connubio con Giovanni Veronesi alla sceneggiatura si fosse smarrito nei meandri di una protervia piena di improvvisazione e rincorsa al grottesco, di cui lo stesso Pieraccioni in conferenza stampa a Roma ha fatto mea culpa.

Gli ci voleva un cambio di rotta, uno sceneggiatore esperto e ispirato come il bravissimo Paolo Genovese, campione di incassi con “Immaturi” che gestisse prima di tutto l’esuberanza a volte ridondante, non solo sua, ma anche del gruppo di “Toscanacci” amici di sempre, come Massimo Ceccherini e Giorgio Panariello e che facesse correre nei binari rigorosi la storia, dal principio alla fine.

Perché fare la commedia, farla bene, far ridere, è arte difficile, che basta un niente per smarrirsi perdendosi nel cabaret, che non è fare Cinema.

Un fantastico via vai” centra invece l’obiettivo, il duo Genovese-Pieraccioni scrive una bellissima storia, semplice e senza inutili ammiccanti volgarità, navigando sicura verso la meta della risata e della commozione, con un bel cast, forte in ogni reparto a cui lo stesso Pieraccioni fin qui molto Cine-Egocentrico lascia spazio e scena amplificando la coralità di questo film riuscitissimo.

Arnaldo è un 40enne fortunato, un bel lavoro, una casa da mulino bianco, una bella moglie e due gemelle di 9 anni splendide e affettuose.

Tutto procede però in un tran tran cosi poco emozionante che quando per un malinteso la moglie lo caccia di casa, lui prende la palla al balzo per scappare via, staccare da tutto e da tutti e viversi una vacanza dalla vita, coabitando un appartamento con altri quattro studenti universitari, che dopo l’iniziale perplessità, scopriranno che questo giocherellone “fuori corso” che combina un sacco di guai, ha un’anima delicata e soprattutto, risolverà molti dei loro problemi esistenziali.

Girato quasi interamente nel centro storico di Arezzo, tra i saliscendi suggestivi del borgo antico, il film scorre con eleganza e grande divertimento, Pieraccioni dimostra ancora una volta che il Cinema lo sa “navigare”, dosando commedia e commozione e con un montaggio ed una colonna sonora che qualche David di Donatello se lo porteranno sicuramente a casa.

I quattro ragazzi (più una quinta, fidanzata di uno dei ragazzi coinquilini) sono diretti benissimo, oltre che molto bravi, su tutti Marianna Di Martino che dimostra qualità drammatiche inaspettate, mentre il contorno è di sicuro richiamo, due toscani collaudati come i già citati Panariello e Ceccherini a cui Pieraccioni aggiunge due romani già “coppia comica di fatto” come Marco Marzocca e lo straripante Maurizio Battista.

…e non chiamatelo Cine-Panettone…


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