Monday, March 1, 2021

All you need is Love

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Tutto il mondo, come ogni anno da 33 anni, ricorda e celebra uno dei personaggi che hanno fatto la storia del nostro ventesimo secolo.

Non un politico, non uno statista, non un poeta, o peggio un “mostro criminale”, ma soloun cantante di rock and roll, John Lennon.

 L’8 dicembre 2013 il mondo lo ha ricordato come ogni anno: al Central Park di New York con lo Strawberry Fields Memorial, ornato di tutti gli omaggi floreali dei fans. A Broadway il consueto Tributo con molti artisti, mentre Bob Dylan giorni fa ha presentato il brano Roll On John, che ha scritto per lui. E così via, l’elenco delle celebrazioni è lungo.

 

John Lennon è l’uomo che disse “…non voglio che si faccia di me un martire cazzo, ho solo da dire delle cose e le dico”. Di cose ne ha dette tante, all’apparenza semplici, quasi banali: “Tutto ciò di cui hai bisogno è Amore”, “Date una speranza alla Pace” e così via. E’ anche l’uomo nato durante l’ultimo conflitto mondiale e che ha odiato la guerra fino in fondo e che disse: “ci hanno dato le nostre MBE (cavaliere dell’ordine dell’impero britannico, n.d.a.) per aver fatto musica e non per aver guidato carri armati”. Si può cantare “immagina tutta la gente”, ma è impossibile cantare “immagina il mondo senza John Lennon”.

 John Lennon assieme ai suoi amici Paul, George e Ringo, ha cambiato la musica moderna e soprattutto ne ha modificate le regole fino a quel momento applicate. Ancora oggi è un punto di riferimento, nonché tappa obbligata per chiunque inizi ad approcciarsi al mondo delle sette note. Chi non ha imparato a cantare ascoltando Come Together, o ha iniziato a suonare la chitarra cercando di seguire gli accordi di Help? Generazioni di musicisti passati, presenti e futuri. Ancora oggi le note di copertina di moltissimi lavori di artisti riportano la frase “thanks to John, Paul, George and Ringo”. Grazie ragazzi per esserci stati e esserci ancora.

 Ricordo un film dove il protagonista, un professore di musica, ottiene questa risposta dal figlio che era sordo dalla nascita: “…papà credi che IO non sappia chi sia stato John Lennon”?

 Ecco la questione. Sfido chiunque, al mondo, a non sapere chi sia John Lennon per ciascuno di noi. Ognuno ci può mettere quello che sente, perché la sua grandezza è stata proprio questa.

 Lui voleva “solo” dire delle cose. Le ha dette a tutti quanti e noi le porteremo dentro sempre, in un modo o nell’altro. L’8 dicembre 1980 e i colpi di pistola di Mark Chapman sono stati un nuovo punto di partenza, non la fine.

 Thank you John. (..e Paul, George e Ringo, naturalmente!)

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