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Il Codacons chiede una Circolare al “Provveditorato” per consentire il pranzo da casa nelle mense scolastiche

By Stefano ielmini on 10 dicembre 2013
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Torna nuovamente sull’argomento mense scolastiche il Codacons, chiedendo all’Ufficio Scolastico Regionale di esprimersi sull’argomento.

Il Codacons esorta l’emanazione da parte dell’ex Provveditorato di una Circolare, affinche’ tutti i Dirigenti Scolastici delle scuole di Pomezia e di Ardea regolino e disciplinino il diritto e le modalita’ di consumo del pranzo portato da casa.

[box type=”download”] Scarica il PDF  CODACONS_Diffida mense ufficio scolastico regionale Lazio[/box]

[learn_more caption=”Clicca qui per aprire e leggere la raccomandata del codacons”]

 

 

Spett.le
Ufficio Scolastico Regionale

Ambito territoriale per la provincia di Roma

Via Pianciani, 32 – 00185 Roma

E p.c.
Spett.le

CONSORZIO NAZIONALE SERVIZI

Società Cooperativa

Via della Cooperazione 3

40129 Bologna, Italia

Spett.le

SODEXO ITALIA SPA

Via Gallarate 200 – 20151 – Milano

Spett.le

Comune di Pomezia Piazza

Indipendenza-Palazzo Torre

POMEZIA

Spett.le

Comune di Ardea

Via Garibaldi, 5

00040 ARDEA RM

Pomezia 9 dicembre 2013

Oggetto: Atto di diffida ai sensi del D.lgs. 206/2005
Mense scolastiche-diritto di scelte alimentari autonome e di obiezione di coscienza.
Richiesta di immediata Circolare.

Con la presente la scrivente associazione intende portare all’attenzione di Codesto Ufficio Scolastico
Regionale competente per la provincia di Roma ciò che ogni giorno accade in tutte le mense scolastiche
della città di Pomezia e Ardea.

In particolare, i genitori degli alunni si vedono costretti a sottoscrivere il contratto con la società
Consorzio Nazionale Servizi per il Comune di Pomezia e con la società Sodexo Italia Spa per il Comune di
Ardea, che ci leggono in copia, per permettere ai loro figli di mangiare a scuola e proseguire poi le lezioni
pomeridiane in quanto altrimenti gli viene negato il diritto di usufruire del tempo pieno e quindi anche delle
lezioni nel pomeriggio. E’ appena il caso di aggiungere che i ns. assistiti all’inizio dell’anno scolastico
optavano per il tempo pieno e che il sostanziale cambiamento del modulo, con riduzione dell’orario
scolastico, veniva prospettato, inaudita altera parte, a coloro che usufruiscono della mensa; e questo nel
corso dell’anno e senza alcuna preventiva informativa.
Ai genitori non verrebbe lasciata alcuna scelta, se non quella di accettare quanto loro imposto dall’alto,
considerato che è loro vietato fornire direttamente il pasto ai propri bambini.
Nell’ipotesi in cui, però, vi sia una mancata erogazione del servizio come in precedenza e’ avvenuto il 2
dicembre 2012 per alcuni giorni successivi nel Comune di Pomezia a causa del recesso unilaterale dal
contratto della societa’ Innova spa, agli alunni veniva, invece, consentito e suggerito di mangiare il cibo
portato da casa sotto il controllo delle insegnanti così come, del resto, avviene durante la mattinata in
occasione della merenda.

E’ di tutta evidenza che la situazione de qua viola il diritto di ognuno a scelte alimentari autonome e cioè un
diritto costituzionalmente garantito ex art. 32 della Costituzione.
A mero titolo esemplificativo si pensi che nelle mense scolastiche di Pomezia e di Ardea non sussiste, al
momento, alcun tipo di tutela per tutti coloro che scelgono di abbracciare un regime alimentare vegano o
vegetariano o etnico.
Ciò avviene in assoluta violazione dei principi di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione secondo cui
lo Stato e la Pubblica Amministrazione devono garantire un medesimo trattamento a tutti i cittadini e
cittadine indipendentemente dal sesso, dalla religione e da ogni tipo diverso di orientamento.
Dovrebbe essere garantito un ventaglio di opportunità e scelte alimentari in grado di coprire tutte le
esigenze nonché il diritto ad esercitare l’obiezione di coscienza.
I genitori inoltre non sono in alcun modo soddisfatti dei pasti forniti quotidianamente ai propri bambini a
cui il cibo somministrato non piace.

A ciò si aggiunga che in un grave contesto di crisi sociale, quale quello attuale, le famiglie che spesso si
trovano a dover vivere con uno stipendio di poco sopra i mille euro, hanno il diritto di fornire il pasto
direttamente ai propri figli senza sostenere gli abnormi costi delle rette imposte.
Così come avviene ormai nella quotidianità di tutti gli uffici in cui per risparmiare ognuno si porta il pranzo
da casa per mangiare, lo stesso deve poter avvenire nelle mense scolastiche.
Non vi è alcuna ratio che impedisca ai genitori di fornire ai propri figli il cibo per il pranzo posto che tale
divieto viene poi meno in caso di mancata fornitura della ditta appaltatrice e, quotidianamente, al momento
della merenda di metà mattina.
Ciò posto si diffida Codesto Ufficio ad emanare una Circolare affinché tutti i Dirigenti Scolastici delle
scuole di Pomezia e di Ardea regolino e disciplinino il diritto e le modalità di consumo del pranzo portato
da casa senza imporre agli alunni, che non possano e/o vogliano usufruire della mensa scolastica, dei
moduli scolastici a tempo ridotto.
Certi di ottenere la Vostra piena collaborazione per la risoluzione di un problema di questa importanza per
la salute di tutti i bambini, rimaniamo in attesa di un riscontro.
Distinti saluti.

 

Codacons Ufficio Legale
Sede di Pomezia
Avv. Pieralfonso Longo

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Stefano ielmini

Giornalista pubblicista, cofondatore e Direttore responsabile del blog Pomezianews

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