Tuesday, January 23, 2018
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Come già avvenuto nei comuni di Milano, Legnano, Genova, Sesto, ed in alcuni comuni in Calabria, il Codacons prende posizione sulla situazione mense nel Comune di Pomezia e di Ardea diffidando direttamente i Dirigenti scolastici a fine di consentire, stante la grave situazione economico finanziaria,  il consumo del pasto portato da casa.

  [box type=”download”] Scarica il PDF  presentato al comune di Pomezia[/box]

[learn_more caption=”Clicca qui per aprire e leggere la diffida del codacons”]

 

            Pomezia (RM) 24 ottobre 2013

 

           Ai Dirigenti Scolastici degli Istituti Comprensivi Scolastici dei Comuni di Pomezia ed Ardea

Alla ASL Distretto 4 – Roma H

Via dei Castelli Romani, 2/P

POMEZIA (RM)

Al Comune di Pomezia

Piazza Indipendenza-Palazzo Torre

POMEZIA

Al Comune di Ardea

           Via Garibaldi, 5

00040 ARDEA RM

e

Spett.le

Raccomandate a mano ed a.r.                                                                                  Procura della Repubblica

c/o Tribunale di Velletri

Piazzale Luigi Falcone snc

00049 VELLETRI (RM)

Pomezia,24 ottobre 2013

 

Oggetto: Atto di diffida ai sensi del D.lgs. 206/2005

                Mense scolastiche-diritto di scelte alimentari autonome e di obiezione di coscienza

 

Con la presente la sede CODACONS di Pomezia della scrivente associazione intende segnalare i gravi episodi che si stanno verificando in tutte le mense scolastiche degli Istituti delle  città di Ardea e Pomezia.

In particolare, i genitori degli alunni si vedono costretti ad aderire al servizio di refezione proposto dall’Amministrazione Comunale per mangiare a scuola e proseguire poi le lezioni pomeridiane.

Non viene infatti  consentito ai genitori , in alcuni istituti,  di  fornire direttamente il pasto ai propri bambini. La ASL RM H, interpellata dalle istituzioni scolastiche interessate,

esprimeva,   con  argomentazioni del tutto opinabili,  parere negativo  in merito alla possibilità di consumare a scuola pasti preparati a casa. In particolare, veniva apoditticamente sostenuto che la ristorazione scolastica rivesta un ruolo primario per il benessere dei bambini attraverso la proposizione di valori nutrizionali corretti e “validati”,  per cui non si ritiene praticabile  il consumo di pasti preparati a casa.

 E’ di tutta evidenza che la situazione de qua viola il diritto di ognuno a scelte alimentari autonome, e cioè un diritto costituzionalmente garantito ex art. 32 della Costituzione.

Non vi è infatti alcuna  ragionevole e comprovata motivazione che impedisca  ai genitori di fornire ai propri figli il cibo per il pranzo e le argomentazioni addotte in proposito dalla ASL RM H appaiono  del tutto indimostrate .

Al contrario, dovrebbe essere garantito a chi usufruisce del servizio mensa  un ventaglio di opportunità e scelte alimentari in grado di coprire tutte le esigenze, ma anche la possibilità di scegliere di non usufruire di tale servizio  La problematica sopra evidenziata si innesta, tra l’altro , in un contesto di grave  crisi economica , nel quale  le famiglie spesso si trovano a dover vivere con uno stipendio di poco  superiore ai mille euro, sicché non può essere loro legittimamente negato il diritto di fornire il pasto direttamente ai propri figli senza sostenere i costi dei pasti che le Amministrazioni Comunali hanno determinato prevedendo, tra l’altro,   la modulazione delle tariffe in base agli scaglioni risultanti dall’Indicatore di Situazione Economica, ISEE,   stante la dichiarata difficoltà finanziaria nella quale versano le finanze comunali. Eppure la refezione scolastica è indubbiamente un servizio pubblico ed in quanto

tale non legittimerebbe i Comuni ad adottare un sistema di dif­feren­zia­zione nell’accesso in base alle condizioni economiche dei fruitori.

Ciò posto si diffidano tutti i Dirigenti degli Istituti Comprensivi delle città di Pomezia ed Ardea affinché  consentano  e disciplinino il diritto e le modalità di consumo nei locali scolastici del pranzo portato da casa.

Diffida, infine, i Dirigenti degli Istituti Comprensivi delle città di Pomezia ed Ardea a non voler interrompere, ad anno scolastico già avviato, il servizio di doposcuola, iniziativa che arrecherebbe danno ingiusto sia alle famiglie che vi hanno aderito , sia al  personale  che  presta la propria attività lavorativa nell’ambito di tale servizio.

Certi di ottenere la Vostra piena collaborazione per la risoluzione di un problema di notevole importanza per il benessere dei  bambini e delle loro famiglie , rimaniamo in attesa di un cortese  riscontro.

Distinti saluti.

CODACONS – SEDE DI POMEZIA RM

 

 

Avv. Pieralfonso Longo

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Stefano ielmini

Giornalista pubblicista, cofondatore e Direttore responsabile del blog Pomezianews

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